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Poteva essere il fratello maggiore che non aveva mai avuto, l'amico più grande che non avrebbe mai trovato nella sua vita. Poteva essere...
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Era stato difficile resistere al suo sguardo languido, ma la ragione aveva vinto sul desiderio. Una parte di lui avrebbe voluto prenderla e trascinarla dentro casa. Chiudere la porta dietro di sè mentre la baciava. Voleva stringerla ed amarla, così come aveva segretamente sognato in tutti questi anni. Ma non era giusto. Era sicuro che ci fosse qualcosa che non andava e non voleva approfittare di questo momento. Piuttosto voleva capire perché era così sfuggente. Quelle parole: "Portami via..." cosa significavano? Cosa diavolo volevano dire? Da chi voleva fuggire? Da cosa? Perché non voleva confidarsi con lui? Non lo riteneva forse più all'altezza? O, peggio, aveva trovato qualcun altro? Ecco, forse era questo il motivo per cui non l'aveva costretta a parlare, a dirgli tutto. La paura di scoprire qualcosa che l'avrebbe irrimediabilmente ferito e fatto soffrire...
Piangeva. Le lacrime le scendevano copiosamente inumidendo il casco. Singhiozzava. In questo modo aveva preso tempo, ma era conscia che prima o poi si sarebbero nuovamente fermati. E allora cosa avrebbe fatto? Cosa avrebbe detto? Soffriva. Sapeva che il suo essere sfuggevole lo stava ferendo e preoccupando, ma ammettere la verità sarebbe stato peggio. Se l'avesse detto sarebbe stato come concretizzare quelle otto semplici parole. E in questo modo l'avrebbe distrutto, come un castello di sabbia inghiottito dalle onde del mare. A quel pensiero si sentì stringere il cuore come mai le era successo. Iniziava a mancarle il respiro. Boccheggiava ed iniziava a tossire. Pensava si trattasse della sua solita tosse a cui, ormai, era abituata. Poi iniziò a vedere tutto nero. Si sentiva mancare. Lentamente perse i sensi e, come un angelo, spiccò il volo atterrando sul duro cemento. Non aveva fatto in tempo ad afferrarla. Aveva sentito solo le sue braccia sciogliersi dalla presa e la moto che si alleggeriva. Inchiodò sterzando a sinistra per evitare di cadere, lasciando le tracce della frenata sull'asfalto e una gran puzza di gomma bruciata nell'aria. Come quella volta, lasciò cadere la moto senza curarsi di graffiarla e, col cuore in gola, si precipitò da lei.

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