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L'ultima sigaretta prima di andare...

Il sole stava morendo lentamente, sprofondando nelle fredde acque del mare. Il suo corpo era completamente abbandonato sulla ringhiera di ferro del balcone di casa. Per passare il tempo, accendeva e spegneva un accendino rosa shocking. La mano destra corse poi nella tasca sul retro dei jeans, che portava troppo attillati secondo la madre. Ne estrasse un pacchetto di Diana, tutto accartocciato. Scelse una sigaretta e se la portò alle labbra, come ormai faceva da tempo. La accese ed iniziò ad assaporarla.Non ricordava più quando aveva iniziato e non sapeva nemmeno il perchè. Forse per apparire più grande o per fare qualcosa di veramente "fico". Se doveva essere sincera, non le piaceva neanche il sapore, troppo acre per i suoi gusti. Eppure quei gesti erano diventati un rito irrinunciabile per lei. Assaporò una seconda boccata. Nuvole di fumo uscivano dalla sua bocca, disegnando linee astratte. Prese il pacchetto e lo vuotò. Le quattro sigarette rimaste caddero e sparirono inghiottite dalle onde, seguite dal loro contenitore. Rientrò in casa, strappò la sigaretta dalla stretta delle sue labbra e la spense sul tavolo in legno di morgano, a cui la madre teneva tanto, marchiandolo indelebilmente con una bruciatura nera. Attraversò la stanza in fretta, richiudendo violentemente la porta alle sue spalle. Una folata di vento proveniente dal balcone sollevò dal tavolo una busta gialla e quel che sembrava una lettera. Dopo aver percorso una breve distanza, scivolarono dolcemente sulla moquette marrone. Su quel foglio di carta campeggiavano solo otto parole: "Siamo spiacenti, le è stato diagnosticato un tumore."

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