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Come la neve...

Anche quella sera non era riuscita a dire di no. Lo aveva seguito in una splendida suite di uno dei migliori alberghi di New York. Lo stava aspettando immersa nell'acqua tiepida dell'enorme vasca bianca, al centro della stanza. Tra i petali di rosa rossa che galleggiavano, cercava di rilassarsi abbandonandosi all'aroma speziato del patchouli. Ma il suo sguardo era attirato dall'immensa parete di vetro posta dinanzi a lei. Attraverso essa, vedeva New York ai suoi piedi con tutte le luci dei grattacieli e delle automobili che, come impazzite, sfrecciavano nelle strade trafficate. Ma nessun suono penetrava lì. Solo il dolce sciabordio che provocava ogni qual volta si muoveva. Intanto pensava a lui. Pensava da quando era in quella situazione. Pensava a quanto era stupida a farsi trascinare così. Sapeva benissimo che quella storia non l'avrebbe portata da nessuna parte. Non era lei che aveva sempre cercato il vero amore? Quell'uomo non poteva essere quello che il destino aveva riservato per lei. Non c'era alcun filo rosso al suo dito, ma solo un anello. Un anello che lo univa ad un'altra donna. Eppure lo amava...? Aveva sempre ritenuto le "amanti" come delle poco di buono, donne senza scrupoli capaci di distruggere la felicità altrui. Ma ora che era lei a ritrovarsi in quel ruolo...? Si sentiva quasi sporca, lei che aveva sempre desiderato essere come la neve: bianca, candida e pura. Sprofondò con la testa nell'acqua della vasca, come volesse dimenticare tutto e tornare indietro nel tempo, indietro a quando l'aveva incontrato...

Soddisfazioni

Racconti Oltre continua a dare soddisfazioni, dopo "La Maschera" ecco pubblicato anche "November Rain".

Link: http://www.raccontioltre.it/964/november-rain/

Grazie.

Voleva rivederlo, anche per l'ultima volta. Voleva riabbracciarlo e rimanere fra le sue braccia il più a lungo possibile. Voleva sentire il suo profumo, voleva stringerlo al suo corpo per fargli capire come vibrava dentro di sè quel cuore che lo chiamava da chissà quanto tempo. Quel cuore che lei non aveva mai ascoltato. Sì, voleva solo riabbracciarlo, e sussurrargli dietro all'orecchio quanto gli voleva bene, e baciarlo su una guancia, e fargli capire che senza di lui quella non sarebbe stata la sua vita, ma quella di un'altra persona, e di come sarebbe infine caduta.

http://landofcrow.blogspot.com/

Potete leggere la conclusione di questo racconto cliccando qui: L'ultima sigaretta prima di andare (parte X)
Una splendida conclusione... Non avrei potuto fare di meglio, davvero. Complimenti e grazie.

La rosa bianca

C'era una volta un uomo che riuscì ad entrare nello splendido giardino delle meraviglie, dove vi erano solo fiori.


"Benvenuto straniero" disse il vecchio custode a guardia del giardino. "Qui ci sono fiori per tutti e sono sicuro che troverai ciò che cerchi. Ma bada, potrai portarne via solo uno. Quindi scegli bene, perchè sarà tuo per la vita."

L'uomo annuì e iniziò a guardarsi intorno. Lungo il viale c'erano margherite colorate, gigli eleganti, violette profumate... senza dubbio erano tutti molto belli, ma non erano ciò che stava cercando.
"Il vecchio custode mi ha mentito. Non esiste un fiore solo per me." disse sconsolato, dopo aver cercato a lungo.

Stava per andarsene, quando la vide. Era lì, in un angolo, vicino ad un muretto caduto in rovina. Le ragnatele la stavano avvolgendo, eppure era bellissima, così candida e pura. Una rosa bianca.

"Ecco, è lei ciò che cerco!" esclamò felice.

Il vecchio custode la trapiantò in un vaso e gliela consegnò.

"Mi raccomando, prenditene cura." disse il custode.

"Si lo farò, perchè, per me, esiste solo lei." rispose l'uomo uscendo dal giardino.

I cancelli si chiusero e l'uomo fece ritorno a casa assieme alla sua nuova compagna.

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