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Come la neve... (pt. III)

Parte seconda

Si era sposato, nel giro di cinque mesi. L'uomo che, pur non conoscendolo, aveva occupato i suoi pensieri in quegli ultimi mesi, era destinato a rimanere un semplice e lontano compagno di lavoro.

E si sentì sola. Per la prima volta, dopo quattro anni, si sentì completamente sola. E si vedeva, fra venti o trent'anni, seduta nel suo salotto a guardare la tv, sola. Nessuno era al suo fianco. Nessuno. A chi avrebbe confidato le sue più intime paure? Chi l'avrebbe consolata? Chi l'avrebbe capita? Chi le avrebbe dato un caldo abbraccio? Chi...
Era spalmata sul letto, incapace di muoversi. Forse non ne aveva voglia o, forse, non ci riusciva davvero. Sembrava bloccata da una spada invisibile che le trapassava il petto da parte a parte. E si sentiva incredibilmente vuota, come un qualsiasi involucro privo di contenuto. Incredula, sgranava gli occhi come una bambina impaurita e, come una nenia, si ripeteva: "Sto bene, va tutto bene", pur sapendo che stava solo mentendo a se stessa. Non c'era niente che andasse bene. Il suo cuore stava sanguinando e, anche se non voleva ammetterlo, lei lo sapeva. Le sembrava quasi di vederlo, ma non poteva far nulla per farlo cessare. Poteva solo stare lì, ad osservare tutto quel sangue scorrere lentamente. E, nelle sue cicatrici, poteva rivedere alcune immagini che erano ancora dolorose, anche se ormai facevano parte del passato. Non era mai stata così male, non si era mai sentita così a terra, ma non voleva piangere. Nonostante tutto il dolore che stava provando in quel momento, non avrebbe pianto. A cosa sarebbe servito, in fondo? Sarebbe stato solo un segno di debolezza e, forse, si sarebbe sentita ancor più triste dopo... Poi, nessuno avrebbe raccolto le sue lacrime, se non il cuscino. Allora era meglio dimenticare questa solitudine e quell'uomo. In fondo, non lo conosceva neppure... Era solo un collega di lavoro, per lei. Avrebbe rinchiuso tutto in un cassetto e l'avrebbe fatto sparire in un qualche angolo della sua memoria. In questo modo, il giorno dopo, sarebbe riuscita a tornare al lavoro con il sorriso sulle labbra. E sarebbe stato solo un altro stupido giorno uguale a tutti gli altri. Sì, avrebbe fatto proprio così. Con fatica, riuscì a girarsi su un lato e si addormentò.

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