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Bologna e piove

Piove. Guardando fuori dalla finestra del mio ufficio, a Ravenna (nella zona più squallida della città, per essere precisi, dove la nebbia è fitta anche in piena estate), penso a lei, Bologna.
Chissà se la pioggia sta battendo anche sulle sue strade. Mi immagino tante gocce d'acqua scivolare dolcemente sul viso del maestoso Nettuno che troneggia in piazza, cadere sulle panchine della Montagnola, così da renderle inutilizzabili per un po' di tempo, e offuscare le Torri. Mi immagino una fiumana di persone accalcarsi sotto i portici di via dell'Indipendenza per cercare riparo: c'è chi ha fretta e si mette a zig-zagare tra la folla, c'è chi guarda le vetrine dei negozi incerto se entrare o meno o chi rimane inebriato dalla musica degli artisti di strada. Mi immagino gli studenti universitari percorrere in tutta fretta via Zamboni, perchè presto inizieranno le lezioni e sono in ritardo. Allora una piccola sosta al Caffè Università per comprare la colazione e, con la brioches calda in mano, di corsa in aula. Il mio pensiero vaga tra tutte quelle strade che, oramai, conosco a menadito, perchè mi basta chiudere gli occhi per poterle vedere ancora. Il mio pensiero corre e vedo S. Luca immerso nella pioggia. E mi emoziono osservando il paesaggio che mi offre una volta giunta là, in cima. Poi scendo giù, fino a raggiungere le Torri, perchè non si può andare a Bologna e non passare da Gianni. E rimango due ore davanti ai suoi variegati gusti di gelato, perchè vorrei assaggiare tutto. Poi mi pento perchè ingrasso, però, come dico io, almeno lo si fa felicemente e con stile. Come se terminasse un incantesimo, mi rendo conto che è ora di tornare a casa, allora raggiungo di corsa la stazione. Mi diverto a prendere i lunghissimi sottopassaggi affollati di gente che viene e che va, dove, qualche volta, mi perdo. Salgo sul treno e saluto la mia seconda mamma, Bologna. Con un fischio, parto, eppure non mi sento triste. Forse perchè, anche se sto tornando a Ravenna, so che, nel mio cuore, ci sono ancora i suoi sorrisi, il suo calore, i suoi sapori e i suoi profumi. Allora a presto, Bologna.

Orgoglio

E sono stufa di abusare del mio stupido orgoglio, perchè non fa che ferire le persone che amo. E' a causa di questo se nascono incomprensioni, litigi e si finisce solo per soffrire. Come dice una mia carissima amica: "L'orgoglio è una grande cazzata, dietro la quale ci nascondiamo per paura di comunicare davvero con il prossimo... L'orgoglio è un ennesimo muro eretto per celebrare l'incomunicabilità che regna sovrana nell'uomo d'oggi...". Non credo ci sia nulla di più vero. Alla fine, finisco per usare il mio orgoglio come arma difensiva. Ho paura, quindi rinchiudo i miei veri sentimenti, tirandone fuori altri che non mi appartengono. Non voglio mostrarmi debole, allora finisco col pensare di riuscire a farcela benissimo da sola. Finisco col pensare che non ho bisogno di nessuno. E non è vero. Tutti hanno bisogno di qualcuno, io compresa. Quindi, non è una debolezza afferrare la mano che ci tendono. Ed io, adesso, voglio stringerla quella mano. Voglio aprire il mio cuore, fidandomi ciecamente. Tutti abbiamo paura, tutti abbiamo delle debolezze, non sono la sola ad averne. Allora perchè non condividerle con gli altri? Penso che ci capirebbero molto più di quanto crediamo. E quanto sarebbe bello, invece di autocommiserarci pensando che nessuno può capirci?

[...] quale conoscente del vecchio Alex e persona informata dei fatti mi limiterò ad aggiungere che una certa storia con una ragazza gli appariva ormai sfumata nel ricordo, gualcita dallo squallore sbalorditivo della vita di tutti i giorni: essere stato terribilmente felice con lei per quattro mesi gli sembrava - ecco un'altra delle sue sensazioni più crude - non fosse servito a niente [...]

[...] Nessun posto è lontano. Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate, forse non ci siete già? [...]

[...] L'aspettava da un pezzo, quella telefonata, il vecchio Alex, ma non sapeva cosa dire...

(L'essenziale è invisibile agli occhi, disse la volpe.)

-Ciao, Alex... Mi è arrivata la tua lettera. Come stai, davvero.-
-Davvero?-
-Sì. Come stai.-
-Sto male, Aidi. Come cavolo dovrei stare, se no.-
-...-
L'ascoltava respirare.
-Volevo... vorrei che ricominciassimo a vederci, ecco.-
Okay. Lui, adesso, era contento. Ma sarebbe servito?
Okay, andava bene. Bisognava provare. Bisognava provare e basta, perché il solo vederla gli dava gioia, e sfiorarla, e guardarla sottovoce negli occhi.
-Alex?-
-Mi hai fatto male, Aidi. - Uh. -Un sacco di male. E mi sei mancata...- Uh. -Credevo fosse tutto finito, ma sapevo che non era possibile. Perché tu-, perdonàtelo perdonàtelo perdonàtelo, -sei diversa da tutte le altre ragazze che ho conosciuto... Quando c'incontravamo in corridoio, a scuola, io lo sapevo che recitavi; quando passavi oltre senza fermarti a parlare, io lo sapevo, e lo sapevi benissimo anche tu. Perché fai così.-
-Mi dispiace, e giuro che non lo dico per dire, giuro che non lo dico per dire, giuro che lo sento al cento per cento. Mi sono accorta di essere stata molto stronza, ecco... ma non l'ho fatto per farti star male, mi credi?-
-...-
-Alex, mi credi?-
-Cosa devo dire? Che tu non l'hai fatto apposta per farmi star male ci credo, se me lo dici, però vorrei capire che senso ha, o ha avuto, tutta questa storia. Non rispondermi, quella sera, non farti più sentire, non considerarmi in nessun modo...-
-E' che avevo paura, ti giuro... Tutto questo l'ho fatto solo per noi due. Alex... io non me la sento di stare con te...-
-Guarda che questo l'avevo capito anche un minuto dopo che te l'avevo chiesto.-
Uh.
-Ma non fraintendermi, ti prego. Non me la sento di stare con nessuno, non me la sento di legarmi troppo a una persona e formare una specie di mondo chiuso in cui non può entrare nessun altro...-
-Va be', Aidi.-
-Ma quello che ti voglio dire, ascoltami per favore, è che voglio vederti, voglio frequentarti, voglio uscire con te. Mi sono accorta che è strano, con te... Io non me la sento di metterci insieme, ma per certi versi siamo ben oltre lo stare insieme. Ti sento dentro, Alex, ti capisco, e mi piace...-
Splendido. Datemi solo delle revolverate un po' all'impazzata, qui. Grazie. Tipo My Way di Vicious. Fate fuoco quando volete.
-Aidi, ti giuro che sono stato veramente... diciamo a pezzi. Ero strasicuro di essere sprofondato in mezzo a tutte quelle cose tremende tipo lui è appena stato scaricato da una ragazza non ha voglia di studiare la scuola non gli dà nessuna soddisfazione e intorno ha tanti amici ma quelli sinceri, gli amici con cui si può confidare, sono rarissimi. Non ha mete, nella vita. Essere felice, forse, ma è lontanissimo anche solo dall'idea di poterlo essere. E intorno tutto va come è sempre andato, e forse andrà sempre così. Tutto è prevedibilissimo, l'ho già vissuto in cento film tutti uguali e mi sento il personaggio di un libro che non mi piace e odio l'autore che mi fa fare queste cose che detesto e non mi fanno minimamente sentire felice e...-
Okay. Noi crediamo che lei dovrebbe fermarlo prima che sia troppo tardi. Comunque, perdonàtelo. Anzi, non state più a sentire neanche me. Aprite il fuoco e basta.
-... Alex, ma è proprio questo che volevo dirti. Io credo che noi due, in qualche modo, non so, ma potremmo uscire dal libro. Mi sento in colpa per tutto quel che è successo in questi giorni, e avrei voluto dirtelo subito, ma avevo troppa paura che tu non avresti più voluto saperne di me, di noi...-
-E invece no, kazzo. Anche se non stiamo insieme, non è grave. Ciò che dobbiamo fare adesso è trovare tutti e due un posto fuori dal libro.-
Su Urano, tipo.
-Ti andrebbe di vederci, sabato sera? Possiamo parlare, o fare quello che ci va.-
Gli andava, gli andava.
-Aidi, a me va di parlare. E anche di stare seduti sul davanzale di camera tua, darci la mano e guardare il cielo.-
Hai voglia.
-Va bene, davvero. Sono contenta, Alex. Ti giuro che non lo dico per dire.-
Chiaro.
-Anch'io son contento, Aidi, stanchissimo e contentissimo. E vorrei che domani fosse sabato, e invece è un pallosissimo giovedì di scuola.-
Una grinta immensa.
-Come dice la volpe al piccolo principe, quando mancherà un'ora al nostro appuntamento io comincerò a essere felice, e sempre più impaziente...-
-Anch'io spero che arrivi in fretta sabato.-
E poi erano stati zitti con il ricevitore in mano, per almeno mezzo minuto, ad ascoltarsi respirare e sorridere.
-... Aidi?-
-Sì?-
-Domani, a scuola, quando ci vedremo, per favore, corrimi incontro. L'ho sperato tutti questi giorni e non è mai successo... -
Okay. Fuoco!
-Va bene, Alex.-
-Promesso?-
-Promesso. Certo.-
-Sono felice, Aidi. Adesso vado a dormire, e sarà stato come un sogno.-
-Un bel sogno?-
Ma è chiaro.
-... Bellissimo. Ciao, Aidi.-
-Ehi, Alex.-
-Sì.-
-Ti voglio bene.-
Uh.
[...]

"Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di E. Brizzi

Pubblicazioni

Pubblicazioni su RaccontiOltre:

-E sono solo parole

Grazie.

Amore

Oggi, vorrei fare qualche considerazione su quel sentimento che chiamiamo "Amore". Probabilmente, hanno ragione quelli che affermano che sia una gran fregatura. Questo perchè di fregature ne hanno prese tante o, forse, addirittura troppe. Come hanno ragione quelli che dicono che, senza amore, la vita non avrebbe senso. Questo perchè hanno trovato quello che si definisce "l'amore per sempre" e credo non ci sia cosa più bella. Tuttavia non sopporto quelle frasi fatte, del tipo: "In amore, è più forte chi ama meno". Cosa significa? Che, nel caso tutto finisca, non si soffrirà? A mio parere, è una concezione un po' egoistica della cosa... se ami, non dovresti pensare a te stesso, ma all'altro, no? In questo modo, si dimostra di non amare affatto. E non vi è cosa più triste di non amare la persona che si ha al proprio fianco. O, forse, di più triste, c'è solo l'illusione di avere al proprio fianco una persona che ci ama. Personalmente, penso che l'amore sia un rebus. Di quelli peggiori anche, perchè nessuno può aiutarci a risolverlo. Dobbiamo cavarcela completamente da soli. Infatti, la soluzione che cerchiamo, la possiamo conoscere solo noi. Dobbiamo trovarla all'interno del nostro cuore e non è per niente facile! Questo perchè la maggior parte delle volte non riusciamo affatto a comunicare con lui. Nonostante voglia dirci disperatamente qualcosa, non lo ascoltiamo. Forse, perchè tendiamo a voler amare con la testa, a cercare la logicità in un sentimento completamente irrazionale. Per paura, non vogliamo lasciarci trascinare e rimaniamo con i piedi ben saldi a terra. Invece, quanto sarebbe bello lasciarsi cullare. Quanto sarebbe bello essere sempre euforici e dare il massimo di sé stessi. Quanto sarebbe bello sentirsi veramente vivi. Allora non posso fare a meno di pensare a quanto sarebbe bello se, l'amore, lo vendessero in farmacia. Certamente sarebbe contenuto in una piccola e graziosa boccetta rossa, a forma di cuore. Le farmaciste, deliziose signorine dal sorriso gentile, ci consiglierebbero "le dosi" da assumere, a seconda delle nostre esigenze. Tutto dipenderebbe dal tipo di amore che si vuole vivere: dolce, passionale, tenero, romantico, folle... E il bugiardino sarebbe pieno zeppo di controindicazioni ma, la maggior parte, piacevoli. Tuttavia, in questo modo, si perderebbero gran parte dei sentimenti negativi che, tristi e felici al tempo stesso, ci insegnano a crescere. A diventare adulti. E, sicuramente, hanno ragione quelli che affermano: "Non c'è amore senza sofferenza".

Le mie mani sono immerse nell'acqua nera e gelida, mentre stringono il suo collo. Voglio che sparisca dalla mia vista. La voglio uccidere. La sto uccidendo. Il mio sguardo impazzito è fisso su di lei. Come spuma, i suoi lunghi capelli castani ondeggiano armoniosamente nell'acqua. Sul volto, tondo e cereo come quello di una bambola, traspare solo un senso di abbandono. Il mio, è sfigurato dall'ossessione e dalla rabbia che da tempo, forse da troppo, mi stanno consumando. Il corpo è rigido, come un tronco di legno, mentre il mio, è mosso solo dall'odio e dalla disperazione. D'improvviso, come se si fosse svegliata da un lungo sonno, apre gli occhi. E vedo, in quello sguardo, il mio stesso. Malignamente, mi sorride. Poi, stringe i grandi occhi nocciola. Sono terrorizzata, non ho mai visto quell'espressione sul mio volto.

"Sai che non puoi uccidermi..." mi dice.

Pur avendo ancora la testa sott'acqua, riesco a sentire la sua voce e, come un'eco, la sento rimbombare nella mia testa. Lascio la presa sul suo collo e mi metto ad urlare. Un grido di dolore che ho soffocato troppo a lungo. Porto una mano al petto e, quando guardo il palmo, vi è solo sangue. Ovunque. Come una sirena, lei esce dall'acqua e mi viene accanto.

"Sai che non posso sparire, ora" mi sussurra. "Ma, presto o tardi, lo farò. Lo prometto."

Ignorandola, ritorno sui miei passi. Lei mi segue, barcollando ed incespicando. Non mi volto, non voglio aiutarla. Non provo compassione per lei, sarebbe inutile. Si è indebolita e presto svanirà. E' giusto così, com'è arrivata, deve sparire. In questo deserto di nebbia e acqua, dove lei mi ha imprigionata, spero che il tempo trascorra in fretta. E conto i giorni che le restano da vivere, lunghi giorni di sofferenza che mi separano dalla libertà.

Quando i nostri sguardi si sono incrociati, è scoccato l'amore. E, in quel momento, ho capito che, per me, poteva esserci solo lei...

Solitamente, non uso il blog per raccontare ciò che mi accade quotidianamente. Ma oggi voglio fare un'eccezione. Voglio urlarlo al mondo intero: la mia ragazza è straordinaria! Ok, detto così può essere equivocabile, quindi ci tengo a precisare che non sono passata "dall'altra sponda", come si suol dire. Non sapete cosa darei per affermare: "Il mio ragazzo è straordinario!", ma, purtroppo, al momento sono single (senza contare che sono abbastanza sfortunata con gli uomini). Ma torniamo a parlare di lei, la mia ragazza. Si tratta di una chitarra classica Roling's, di colore blu con sfumature nere. Ok, non sarà la miglior chitarra classica in commercio, ma considerando il fatto che sono una principiante, direi che, per adesso, può bastare. E, comunque, mi sono innamorata di lei nell'esatto momento in cui l'ho vista in negozio, quindi non importa se non è un granchè: per me, è perfetta! Mi è piaciuto come è stata accolta in famiglia, ovvero con malcelato scetticismo e scommesse su quanto durerà questa mia passione. Ma tutto questo non ha importanza, io continuo ad esercitarmi e i miei dovranno mettersi l'anima in pace. Intanto, coltivo il sogno di poter suonare (fra qualche decennio) una bellissima Fender (e, quando giungerà quel momento, i miei saranno davvero contenti). Quanto al mio maestro è felicissimo: sono l'unica allieva a voler suonare hard-rock/metal e questo dice tutto... Che altro aggiungere se non ringraziare tutti coloro che mi hanno spinto a fare questa scelta?

Da: Laura
A: Il mio futuro ragazzo (ammesso di trovarne uno... al momento, sono piuttosto scettica)


Oggetto: Congratulazioni!

Testo:
Congratulazioni! Sei il fortunato (o sfortunato, dipende dai punti di vista) ad essere candidato come mio ragazzo. A titolo informativo, penso che dovresti sapere alcune cose:

1) Ho sempre pensato che l'amore tra due persone sia una cosa che possa durare per sempre. Negli ultimi tempi, mi sono resa conto che non è affatto così. Personalmente, spero che con te sia un "per sempre" (altrimenti non avrebbe alcun senso metterci insieme), anche se so che non esistono. Ok, è un discorso contorto e, probabilmente, deriva dal fatto che ho avuto talmente tante delusioni che fatico nel credere in qualcosa. Tuttavia, ora voglio stare con te. Il futuro è imprevedibile, ma, se è possibile, vorrei costruirlo con te, passo dopo passo. In sintesi, pensiamo solo al presente.

2) Se mi piaci, è anche perchè ti ritengo preciso nelle tue cose, responsabile e autosufficiente. Vedi, non sopporto gli uomini che non sanno badare a se stessi. Che gli devi dire: "Fai questo, fai quello, fai quell'altro...", lo trovo a dir poco irritante. Per te, voglio essere una compagna e non una mamma.

3) Se voglio stare con te, è perchè so di poter sempre fare affidamento su di te. Che se ho un problema posso parlartene tranquillamente, perchè, anche se magari non riuscirai ad aiutarmi a risolverlo, almeno mi consolerai, mi darai buoni consigli e tiferai sempre per me.

4) Se sto bene in tua compagnia, è perchè c'è dialogo tra noi. Vedi, se volessi una storia di solo sesso, non starei nemmeno qui a parlarti. Anzi, visto che ti ho scelto, dubito fortemente che a te interessi una storia del genere. Altrimenti, non saresti qui.

5) Non ti dirò mai cose del tipo: "Se mi lasci, non mi innamorerò più di nessuno" oppure "Non potrò mai trovare qualcuno migliore di te". Non c'è niente di più falso. Come dicono i Guns N' Roses "But lovers always come and lovers always go" (ma gli innamorati vengono sempre e gli innamorati se ne vanno sempre). Quanto al trovare qualcuno di migliore, beh, esiste sempre ma, adesso, non ha alcuna importanza.

6) Se ti amo, è perchè mi conosci, mi capisci e accetti tutto di me. Mi ricopri di premure ed attenzioni. Bene, io faccio altrettanto. Questo è il tipo di rapporto che mi piace e che vorrei mantenere. Ah, qualora non dovessi più comportarmi così, puoi tranquillamente iniziare a preoccuparti.

7) Mi auguro che tu sia sicuro dei sentimenti che provi verso di me. Come dice un mio caro amico, ci sono cose su cui non è permesso essere indecisi: l'amore è una di queste. Vedi, ammetto le paure (quelle ce le ho anche io e sfido a trovare qualcuno che non le abbia, almeno all'inizio di un rapporto), penso siano normali, ma se hai dubbi sul tuo amore per me, direi che possiamo chiudere qui. Significherebbe che non mi ami e, io, non voglio avere al mio fianco una persona che non mi ama. Non saprei che farmene.

Bene, se hai letto fin qui significa che ti vado davvero bene (oppure hai preso una sbandata di quelle assolutamente irrecuperabili), quindi posso affidarti il mio cuore senza problemi e tu puoi darmi il tuo. Sì, so che è tutto malandato... avrai un bel po' di lavoro da fare! Sei contento? Beh, io sì... molto...

Pensieri allo specchio

Sono qui, seduta sul marciapiedi, fuori dall'ufficio. L'orario di lavoro è finito, ma non ho nessuna voglia di tornare a casa. Ho freddo e mi stringo nel mio lungo cappotto beige che lascia intravedere solo gli stivaletti neri dal tacco a spillo. Il mio viso è ricoperto da così tanti strati di trucco che, se mi guardassi allo specchio, stenterei a riconoscermi. Non posso fare a meno di ridere se penso a quanto sono diversa, in realtà. Io, con le mie scarpe da tennis e i jeans strappati. Io, acqua e sapone. Io, allegra e mai triste. Nascosta sotto questa apparenza, la mia anima si sente in trappola. Mi sento prigioniera. Mi sento avvolta da mille catene. Più mi agito e mi ribello, più mi stringono e mi portano a fondo. Mi marchiano indelebilmente il corpo e, in fondo al cuore, so che non me ne libererò mai. Mi arrendo piegandomi alla loro volontà. Non mi importa più di cosa mi accadrà. Mi lascio andare. Frugo nella mia borsa grigia, perfettamente abbinata al completo gessato che indosso sotto al cappotto, e ne tiro fuori un pacchetto di sigarette. E' nuovo, l'ho acquistato stamattina dal tabaccaio, a qualche metro di distanza dall'ufficio. Sorrido, non ho mai fumato, ma stasera ho voglia di trasgredire, di fare qualcosa di diverso, poichè io stessa mi sento un'altra. Appoggio la sigaretta alle labbra e l'accendo. Tiro una boccata di fumo e mi diverto a rilasciarlo in questa fredda sera invernale. Mi rilasso e, improvvisamente, mi sento un po' più libera. Come bolle di sapone, i problemi che mi hanno assillato in questi mesi, sembrano sparire. E mi sento leggera, come il fumo che si sta liberando nell'aria. Mentre gioco con le chiavi della macchina, sorrido pensando che, a volte, una Diana può anche far bene.

"Tho’ I keep searching for an answer,
I never seem to find what I’m looking for
Oh Lord, I pray
You give me strength to carry on,
’cos I know what it means
To walk along the lonely street of dreams

An’ here I go again on my own
Goin’ down the only road I’ve ever known,
Like a drifter I was born to walk alone
An’ I’ve made up my mind
I ain’t wasting no more time"

*Whitesnake "Here I go again"

Mi sento come se mi fossi risvegliata da un lungo sogno. Come se, finalmente, avessi imparato a camminare con le mie gambe. Come se, finalmente, mi fossi resa conto che posso andare avanti senza dovermi per forza appoggiare a qualcuno. E, dopo tanto, tantissimo tempo mi sento davvero viva. Sono qui, davanti al computer, e penso alle cose che mi fanno davvero ringraziare di essere al mondo. Per esempio, quando d'estate piove e posso respirare l'odore di terra bagnata. Oppure quando, d'inverno, posso ammirare un bellissimo cielo stellato. Quando vado veloce in auto e supero i 100 km/h (non vi preoccupate, non lo faccio spesso). Quando faccio qualcosa per cui sono davvero fiera di me. Quando, alla sera, prima di uscire, mi guardo allo specchio e penso che, forse, non sono proprio da buttare. Quando sento un assolo di chitarra elettrica così bello che lo ascolterei all'infinito. Quando viaggio da sola e non vedo l'ora di giungere a destinazione. Quando leggo un libro o guardo un film e piango. Quando ricevo un abbraccio dato con il cuore. Quando mi è difficile dire "Ti amo", perchè il mio cuore è così pieno d'amore che non mi escono le parole di bocca. Quando sono così felice che mi chiedo se è possibile provare così tanta felicità. Quando rido di gusto. Quando ascolto i New Echo dal vivo e mi lascio trascinare dal loro entusiasmo. Quando bacio la persona che amo. Quando mi accorgo che i miei amici ci saranno sempre per me. Quando sono in auto e canto a squarciagola perchè tanto nessuno può sentirmi. Quando sono a letto, fuori fa freddo e diluvia ed è domenica. Quando preparo una sorpresa per qualcuno e penso al suo sorriso. Quando mi lascio prendere da una canzone e ballo fino allo sfinimento. Quando mi rendo conto che qualcuno ha bisogno di me. Quando ricevo un complimento. Quando sono triste (eh, a volte mi succede) e vengo consolata. Quando rendo felice qualcuno. Quando sento un profumo da uomo che mi piace davvero moltissimo. Quando faccio una vasca con i prodotti del Lush e mi sento completamente rilassata. Quando mi accorgo che sto diventando grande e non devo dipendere da nessuno. Quando sorrido e faccio sorridere qualcuno, anche uno sconosciuto. Quando mi sento apprezzata. Quando faccio ridere gli amici. Quando scrivo un pezzo che sento particolarmente. Quando mi succedono cose che pensavo accadessero solo nei film. Quando sento che, da qualche parte, qualcuno sta aspettando solo me. Quando strimpello la mia chitarra, sperando di diventare brava al più presto. Quando mi accorgo che non è vero che sono sola. Quando condivido i miei interessi con gli amici e viceversa. Quando so di essere la migliore per chi mi ama. Quando bevo una tazza di té caldo, mentre guardo la pioggia scendere. Quando qualcuno si preoccupa per me. Quando conosco persone nuove e posso chiamarle amiche. Quando trasgredisco. Quando finisco di leggere un libro e sono davvero soddisfatta. Quando faccio una pazzia. Quando qualcuno mi dedica una canzone che sento particolarmente mia (grazie Isa!). Quando sperimento qualcosa di nuovo. Quando sorprendo qualcuno. Quando sono così triste che mi sfogo ridendo delle mie disgrazie. Quando sono sicura di me. Quando sento che ce la posso fare. Quando sono qui, davanti al pc, con la musica a tutto volume sparata nelle orecchie (si mamma, diventerò sorda) e non mi importa se mi stanno cercando (o mi hanno cercato) in duemila, perchè sono così persa nei miei pensieri che non ci sono per nessuno.

Summer's rain

Pioveva. Tante minuscole gocce di pioggia incontravano il freddo vetro della finestra. Scivolavano e si rincorrevano come amanti, disegnando forme astratte. E c'ero io, bambina, che appoggiavo mani e fronte sul vetro, nonostante la mamma mi avesse appena detto di non farlo, e osservavo la pioggia cadere. Chiudevo gli occhi e mi lasciavo pervadere dall'intenso odore di terra bagnata. Uno dei meravigliosi profumi che solo la campagna può donare. Una delle poche cose che, tuttora, mi fa sentire veramente viva. La pioggia aumenta di frequenza, mutando in acquazzone. E ci sono io, adolescente, in compagnia di un ragazzo. Tenendoci per mano, corriamo, come se volessimo fuggire da quella pioggia. Nonostante i vestiti e i capelli siano completamente bagnati, ci guardiamo negli occhi e ridiamo felici. E le nostre risa riecheggiano nel parco deserto, mentre l'acqua accarezza i nostri corpi. L'acquazzone estivo si trasformerà in temporale. E, tra qualche anno, ci sarò io, adulta. Sarà mattina, infatti indosserò ancora il pigiama, ed avrò i capelli tutti scarmigliati. Tuttavia, sarò davanti alla finestra ad osservare la pioggia scendere. Per la casa, si espanderà un gradevole aroma di caffè, accompagnato dal gorgoglio della caffettiera. Ma i miei occhi e pensieri si perderanno tra le gocce di pioggia, come se volessero essere purificati da essa. In quel momento, sentirò dei passi avvicinarsi alle mie spalle e una mano virile stringerà la mia vita. Le sue labbra mi baceranno delicatamente sul collo, poi sulla guancia. E ci stringeremo in un dolce e caldo abbraccio, mentre, fuori, la fredda pioggia estiva continuerà inesorabilmente a cadere.

"And do I stand alone
Like a fool out in the rain
Hanging on somehow
To an ancient vow
Where there's nothing left to gain
And do you know
How it feels inside
To be all alone
A fool and his pride

Sometimes you got to believe
Beyond yesterday
I'm gonna find my way
In the summer's rain
I'm gonna find a way
Run away
Far away"

*Savatage "Summer's Rain"

Coccoliamoci

Stasera, niente di mio. Vi lascio ad un breve stralcio tratto dal foto-libro "Coccoliamoci" di Bradley Trevor Greive. Leggendolo, ho sorriso perchè, oltre ad aver trovato delle risposte ad alcune mie domande, il pensiero dell'autore coincide esattamente con il mio. Un grazie sincero a Monica e Davide, i migliori amici che abbia mai avuto, per avermelo donato.

"... Una ragione per cui non devi avere paura del domani è che, siccome con ogni probabilità non sei quello che mangi, sei di certo quello che ami. Ciò significa che quello che sei davvero è sempre perfettamente riflesso in ciò che ti circonda e che è caro al tuo cuore: i tuoi migliori amici sono un esempio lampante. In questo senso, è corretto dire che l'ambiente intorno a te è uno specchio e che pertanto puoi controllare il futuro molto più di quanto pensi, perchè puoi plasmare il mondo se sei sincero con chi ami davvero. Forse sarai d'accordo o forse no. Forse mi chiederai: "Ma come spieghi tutte quelle cose terribili che accadono nel mio mondo e che io non voglio?". Questa è senza dubbio una gran bella domanda e la mia risposta è, curiosamente, un'altra domanda: "Cosa desideri davvero?". Vedi, che tu lo ammetta o no, a modificare il mondo intorno a te è quello che davvero vuoi e ami. Allo stesso modo, devi stare attento a quello che desideri, perchè non puoi mentire a te stesso e far finta di niente. Quando non riconosci onestamente ciò che vuoi nella vita, ferisci chi ti sta accanto, oltre a ferire te stesso. Poni attenzione a ciò che ti importa veramente. Cosa trovi elettrizzante nel fatto di essere vivo? Come vuoi impiegare il tempo limitato che ti è concesso? Cosa lascerai in eredità ai posteri? Ma non limitarti a pensare al futuro, perchè la chiave per capire il domani è l'oggi. Non importa se hai risposte brillanti alle domande cruciali della vita: ciò che conta, alla fine, è scrollarti di dosso le paure e i dubbi che ti impediscono di entrare in azione. Sii il migliore sostenitore di te stesso, fai qualcosa che non avresti mai pensato di poter fare: cogli l'attimo. Ricorda, però, che la più bella avventura per qualcuno può diventare il peggior incubo per qualcun altro. Perciò, vai per la tua strada, ovunque essa ti conduca, un passo alla volta. La vita non è una gara o una competizione, ma neppure una monotona autostrada senza uscite che si deve percorrere per l'eternità. Affronta l'ignoto e comincia a esplorare quello che ti ispira. Prenditi il tempo necessario per goderti il panorama... perchè un bel giorno scoprirai di essere in fondo a un tunnel lungo e buio che conduce a una luce chiara e luminosa, e il tuo viaggio sarà giunto al termine. E in quel momento, quando la vita intera ti scorrerà davanti agli occhi, non penso che ti importerà più dei soldi che hai guadagnato, delle miglia frequent-flyer che hai accumulato, dei premi che hai vinto, delle macchine che hai posseduto, del valore delle azioni che hai comprato o del numero di volte che hanno pubblicato la tua foto sui giornali. Credo invece che le cose più importanti della tua vita saranno le coccole che hai fatto e ricevuto, le notti passate a fantasticare sotto le stelle, le volte che ti sei rotolato nella neve, le prime gocce di pioggia estiva che hai catturato con la lingua e i momenti in cui qualcuno di veramente speciale ti ha sussurrato: "Ti amo". Non sprecare il presente a preoccuparti del futuro. Arriverà presto, te lo prometto. Nel frattempo, su la testa, infilati le scarpe e segui il tuo cuore fino in capo al mondo. E mentre cammini, ricorda sempre che ogni giorno è un dono prezioso: se riesci a godertelo per quello che è e a coglierne il meglio, che tu ci creda o no, ti aspetta un altro straordinario regalo. Domani."

"Coccoliamoci" - Bradley Trevor Greive

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