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Jack Frusciante è uscito dal gruppo

[...] quale conoscente del vecchio Alex e persona informata dei fatti mi limiterò ad aggiungere che una certa storia con una ragazza gli appariva ormai sfumata nel ricordo, gualcita dallo squallore sbalorditivo della vita di tutti i giorni: essere stato terribilmente felice con lei per quattro mesi gli sembrava - ecco un'altra delle sue sensazioni più crude - non fosse servito a niente [...]

[...] Nessun posto è lontano. Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate, forse non ci siete già? [...]

[...] L'aspettava da un pezzo, quella telefonata, il vecchio Alex, ma non sapeva cosa dire...

(L'essenziale è invisibile agli occhi, disse la volpe.)

-Ciao, Alex... Mi è arrivata la tua lettera. Come stai, davvero.-
-Davvero?-
-Sì. Come stai.-
-Sto male, Aidi. Come cavolo dovrei stare, se no.-
-...-
L'ascoltava respirare.
-Volevo... vorrei che ricominciassimo a vederci, ecco.-
Okay. Lui, adesso, era contento. Ma sarebbe servito?
Okay, andava bene. Bisognava provare. Bisognava provare e basta, perché il solo vederla gli dava gioia, e sfiorarla, e guardarla sottovoce negli occhi.
-Alex?-
-Mi hai fatto male, Aidi. - Uh. -Un sacco di male. E mi sei mancata...- Uh. -Credevo fosse tutto finito, ma sapevo che non era possibile. Perché tu-, perdonàtelo perdonàtelo perdonàtelo, -sei diversa da tutte le altre ragazze che ho conosciuto... Quando c'incontravamo in corridoio, a scuola, io lo sapevo che recitavi; quando passavi oltre senza fermarti a parlare, io lo sapevo, e lo sapevi benissimo anche tu. Perché fai così.-
-Mi dispiace, e giuro che non lo dico per dire, giuro che non lo dico per dire, giuro che lo sento al cento per cento. Mi sono accorta di essere stata molto stronza, ecco... ma non l'ho fatto per farti star male, mi credi?-
-...-
-Alex, mi credi?-
-Cosa devo dire? Che tu non l'hai fatto apposta per farmi star male ci credo, se me lo dici, però vorrei capire che senso ha, o ha avuto, tutta questa storia. Non rispondermi, quella sera, non farti più sentire, non considerarmi in nessun modo...-
-E' che avevo paura, ti giuro... Tutto questo l'ho fatto solo per noi due. Alex... io non me la sento di stare con te...-
-Guarda che questo l'avevo capito anche un minuto dopo che te l'avevo chiesto.-
Uh.
-Ma non fraintendermi, ti prego. Non me la sento di stare con nessuno, non me la sento di legarmi troppo a una persona e formare una specie di mondo chiuso in cui non può entrare nessun altro...-
-Va be', Aidi.-
-Ma quello che ti voglio dire, ascoltami per favore, è che voglio vederti, voglio frequentarti, voglio uscire con te. Mi sono accorta che è strano, con te... Io non me la sento di metterci insieme, ma per certi versi siamo ben oltre lo stare insieme. Ti sento dentro, Alex, ti capisco, e mi piace...-
Splendido. Datemi solo delle revolverate un po' all'impazzata, qui. Grazie. Tipo My Way di Vicious. Fate fuoco quando volete.
-Aidi, ti giuro che sono stato veramente... diciamo a pezzi. Ero strasicuro di essere sprofondato in mezzo a tutte quelle cose tremende tipo lui è appena stato scaricato da una ragazza non ha voglia di studiare la scuola non gli dà nessuna soddisfazione e intorno ha tanti amici ma quelli sinceri, gli amici con cui si può confidare, sono rarissimi. Non ha mete, nella vita. Essere felice, forse, ma è lontanissimo anche solo dall'idea di poterlo essere. E intorno tutto va come è sempre andato, e forse andrà sempre così. Tutto è prevedibilissimo, l'ho già vissuto in cento film tutti uguali e mi sento il personaggio di un libro che non mi piace e odio l'autore che mi fa fare queste cose che detesto e non mi fanno minimamente sentire felice e...-
Okay. Noi crediamo che lei dovrebbe fermarlo prima che sia troppo tardi. Comunque, perdonàtelo. Anzi, non state più a sentire neanche me. Aprite il fuoco e basta.
-... Alex, ma è proprio questo che volevo dirti. Io credo che noi due, in qualche modo, non so, ma potremmo uscire dal libro. Mi sento in colpa per tutto quel che è successo in questi giorni, e avrei voluto dirtelo subito, ma avevo troppa paura che tu non avresti più voluto saperne di me, di noi...-
-E invece no, kazzo. Anche se non stiamo insieme, non è grave. Ciò che dobbiamo fare adesso è trovare tutti e due un posto fuori dal libro.-
Su Urano, tipo.
-Ti andrebbe di vederci, sabato sera? Possiamo parlare, o fare quello che ci va.-
Gli andava, gli andava.
-Aidi, a me va di parlare. E anche di stare seduti sul davanzale di camera tua, darci la mano e guardare il cielo.-
Hai voglia.
-Va bene, davvero. Sono contenta, Alex. Ti giuro che non lo dico per dire.-
Chiaro.
-Anch'io son contento, Aidi, stanchissimo e contentissimo. E vorrei che domani fosse sabato, e invece è un pallosissimo giovedì di scuola.-
Una grinta immensa.
-Come dice la volpe al piccolo principe, quando mancherà un'ora al nostro appuntamento io comincerò a essere felice, e sempre più impaziente...-
-Anch'io spero che arrivi in fretta sabato.-
E poi erano stati zitti con il ricevitore in mano, per almeno mezzo minuto, ad ascoltarsi respirare e sorridere.
-... Aidi?-
-Sì?-
-Domani, a scuola, quando ci vedremo, per favore, corrimi incontro. L'ho sperato tutti questi giorni e non è mai successo... -
Okay. Fuoco!
-Va bene, Alex.-
-Promesso?-
-Promesso. Certo.-
-Sono felice, Aidi. Adesso vado a dormire, e sarà stato come un sogno.-
-Un bel sogno?-
Ma è chiaro.
-... Bellissimo. Ciao, Aidi.-
-Ehi, Alex.-
-Sì.-
-Ti voglio bene.-
Uh.
[...]

"Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di E. Brizzi

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