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Sai che non puoi uccidermi...

Le mie mani sono immerse nell'acqua nera e gelida, mentre stringono il suo collo. Voglio che sparisca dalla mia vista. La voglio uccidere. La sto uccidendo. Il mio sguardo impazzito è fisso su di lei. Come spuma, i suoi lunghi capelli castani ondeggiano armoniosamente nell'acqua. Sul volto, tondo e cereo come quello di una bambola, traspare solo un senso di abbandono. Il mio, è sfigurato dall'ossessione e dalla rabbia che da tempo, forse da troppo, mi stanno consumando. Il corpo è rigido, come un tronco di legno, mentre il mio, è mosso solo dall'odio e dalla disperazione. D'improvviso, come se si fosse svegliata da un lungo sonno, apre gli occhi. E vedo, in quello sguardo, il mio stesso. Malignamente, mi sorride. Poi, stringe i grandi occhi nocciola. Sono terrorizzata, non ho mai visto quell'espressione sul mio volto.

"Sai che non puoi uccidermi..." mi dice.

Pur avendo ancora la testa sott'acqua, riesco a sentire la sua voce e, come un'eco, la sento rimbombare nella mia testa. Lascio la presa sul suo collo e mi metto ad urlare. Un grido di dolore che ho soffocato troppo a lungo. Porto una mano al petto e, quando guardo il palmo, vi è solo sangue. Ovunque. Come una sirena, lei esce dall'acqua e mi viene accanto.

"Sai che non posso sparire, ora" mi sussurra. "Ma, presto o tardi, lo farò. Lo prometto."

Ignorandola, ritorno sui miei passi. Lei mi segue, barcollando ed incespicando. Non mi volto, non voglio aiutarla. Non provo compassione per lei, sarebbe inutile. Si è indebolita e presto svanirà. E' giusto così, com'è arrivata, deve sparire. In questo deserto di nebbia e acqua, dove lei mi ha imprigionata, spero che il tempo trascorra in fretta. E conto i giorni che le restano da vivere, lunghi giorni di sofferenza che mi separano dalla libertà.

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