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Girls don't cry - Il viaggio

"Buonasera! Benvenuti al programma radiofonico Girls don't cry! Ma perchè abbiamo deciso di chiamarci proprio in questo modo? Beh, volevamo replicare alla canzone dei The Cure intitolata "Boys don't cry", che alla fine è diventata la nostra sigla, perché anche noi ragazze, alle volte, indossiamo una maschera dietro la quale nascondiamo i nostri veri sentimenti e mostriamo un sorriso che, in realtà, non c'è. E basterebbe guardarci negli occhi per capirlo. Quegli occhi che, magari, vorrebbero versare solo lacrime. Eppure non lo facciamo. Difficile spiegarne il motivo, impossibile capirlo. Forse non lo facciamo per dignità o forse per orgoglio, perché non vogliamo piangere di fronte agli altri. O forse perché non vogliamo ferire chi amiamo anche se, a volte, se lo meriterebbe. O forse perché vogliamo mostrarci forti, perché niente e nessuno può piegarci. O forse semplicemente perché le ragazze non piangono. Sì, le ragazze non piangono."
Con questo mio intervento inizia la seconda puntata della trasmissione "Girls don't cry". Sono meno carica rispetto alla volta scorsa: sarà che mi sto trascinando dietro la stanchezza, sarà l'agitazione per l'imminente partenza, sarà il nervosismo/rabbia che provo a causa di alcune rivelazioni molto interessanti che ho scoperto casualmente, sarà che mi sono scordata di innaffiare le piante e so che martedì le troverò tutte morte stecchite (scusa Nicola, ho telefonato a Leo, ma mi ha seriamente risposto che, in questi casi, la natura deve arrangiarsi per sopravvivere, quindi, qualora le piante morissero, la colpa è anche sua). Il tema della puntata è il viaggio in tutti i sensi (metaforico, fisico, spirituale, eccetera), mentre gli ospiti sono la band dei Leskee Gooda. Riuscitissima la dedica a Sergio e azzeccatissima quanto divertente la presentazione di "Freeway" dei Beehive da parte mia e della Valeria. E' stato davvero un colpo di scena, perché le altre Girls non sapevano minimamente di che canzone si trattasse... Mi è piaciuto moltissimo il momento letterario dove, sulle note di "Viaggio in aereo" di Allevi, Valeria ha letto uno stralcio tratto da "Nessuno lo saprà" di Enrico Brizzi. Prima della chiusura, ricordiamo agli ascoltatori i concerti del week-end (e ricordo a Masi che mi deve una cena per la fatica che mi ha fatto fare per procurargli una dannatissima giacca rossa). Stanca come non mai, ma soddisfatta (e come potrei non esserlo? Abbiamo messo in scaletta pezzi come "Paradise city" dei Guns N' Roses, "Stairways to heaven" dei Led Zeppelin e "Knocking on heavens door" di Clapton), anche la seconda puntata termina. Ma la notte è ancora giovane, infatti mi aspetta la John Doe Ska Orchestra al Sottosopra e, l'indomani, la partenza a cui pensavo da tanto, tantissimo tempo. Mai come in questo periodo sono stata più impegnata quanto appagata e veramente felice. Sì, perché ora posso dirlo con tutta sincerità e franchezza: sono felice e non è una balla. Sono davvero felice e devo solo ringraziare tutti coloro che mi stanno accanto. Grazie davvero.

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