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Strange reality

Credo di aver smarrito la via. E' strano, perché so benissimo che procede dritta dinanzi a me. Eppure è come se fosse scesa una nebbia così fitta che non mi fa più sentire sicura di nulla. Ho paura, quindi non so né cosa voglio, né chi voglio. E, anche se lo sapessi, le mie gambe saprebbero condurmi verso ciò che sto cercando? Forse no, perché, a volte, ho l'impressione che ciò che più desidero non esista. E, ammesso che esista, non è detto che stia cercando proprio me. Per questo rimango qui, in mezzo a questa nebbia. Quando, oppressa dalla troppa debolezza e solitudine, decido di tornare indietro, arrivi tu. Mi fermi e, sorridendo, ti arrabbi perché sai che, se imboccassi quella strada, non farei altro che soffrire. Rido, non so come fai, ma compari sempre al momento giusto, salvandomi. Mi ascolti, mi consoli e, con la tua grinta, mi scrolli di dosso tutti i miei sensi di colpa, facendomi sentire più leggera, più felice. Mi parli di te e mi sento bene, perché la pensi come me. Mi dici che non è vero che sono sola perché tu, per me, ci sarai sempre. Per averti vicino, non devo far altro che chiamarti. Lentamente, la nebbia si dirada facendo apparire una strada davanti a noi. Sono incerta. Una volta, qualcuno mi disse di non scegliere una persona solo per paura della solitudine. A causa di questo, in passato, ho commesso molti errori, ma ora non voglio più sbagliare. Voglio essere sicura di ciò che sento. Questa volta, voglio andare con calma.

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