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Era l'1 febbraio 1997 e, sul nostro fumetto preferito, "Sailor Moon", usciva una mia inserzione dove cercavo "amiche di penna". Il 20 febbraio 1997 ricevetti la tua prima lettera. Almeno inizialmente, avevo deciso di non risponderti. Purtroppo, in poco meno di dieci giorni avevo ricevuto almeno trenta lettere da altrettante diverse persone. Corrispondere con tutte mi era davvero impossibile. Ma i tuoi disegni (che poi mi confessasti di aver spudoratamente ricalcato e ancora ti ringrazio per questo) mi piacquero così tanto che, alla fine, ti scrissi una risposta. Qualche lettera più tardi, venni a scoprire che, per l'estate, eri solita venire dalle mie parti. Luglio 1997, il primo incontro a Lido Adriano. Ti ricordi? Ci bastò poco per diventare amiche per la pelle: avevamo gli stessi gusti, ci piacevano le stesse cose. Da allora, non feci altro che aspettare con trepidazione la Pasqua, Capodanno e l'estate perché sapevo che avrei potuto stare insieme a te. Passavamo le torride giornate di luglio in sala giochi, a bazzicare per Lido Adriano, davanti alla playstation, a fare braccialetti o semplicemente a chiacchierare. Parlare sdraiate sul letto, sedute sul divano, in terrazza o mentre passeggiavamo era la cosa che preferivamo in assoluto. Il luogo non aveva alcuna importanza. Ci vedevamo così di rado che avevamo milioni di cose da raccontarci e il tempo non ci bastava mai. Poi crescemmo. Dalle medie passammo alle superiori. Frequentavamo la stessa scuola, tu a San Lazzaro, io a Ravenna. Eravamo sempre affiatate, mai un litigio o uno screzio. Andavamo sempre d'accordo su ogni cosa. Le estati della terza e quarta superiore ti raggiunsi a Bologna, dove ci improvvisammo animatrici della parrocchia. Adesso, guardando le foto scattate ai Giardini Margherita, divento nostalgica e mi chiedo quanto saranno cresciuti quei "cinni", perché é così che si dice a Bologna. Prendemmo il diploma. Stessa scuola, stessa votazione finale. Ancora oggi, quando mi capita di vedere il tuo diploma appeso in corridoio, a casa tua, mi viene da ridere. Nome a parte, é identico al mio. Crescemmo ancora, le nostre strade si divisero. Tu a informatica a Pisa, io, sempre ad informatica, ma a Cesena. Nuovi luoghi, nuovi amici. I tempi delle lettere di carta finirono, lasciando spazio ad internet e ai cellulari. Nonostante la rapidità di comunicazione, non ci sentivamo, né ci incontravamo quasi più. Eravamo entrambe troppo prese dalla nostra nuova vita, dai nostri rispettivi ragazzi. Trascorsero un paio di anni e, più per volontà tua che mia, riprendemmo a vederci ogni tre o quattro mesi. Ma io, ormai, ero troppo egoisticamente presa dai miei mille impegni, dai miei nuovi amici che avevo completamente dimenticato quanto mi piaceva stare con te. Luglio 2007, la mia laurea. Ci rivedemmo e io mi riavvicinai un pochino a te. Settembre 2007, la crisi. Ero confusa, a pezzi, avevo quasi smesso di mangiare, dormivo pochissimo, mi tormentavo, mi tormentavano, sfioravo l'isterismo, piangevo, ridevo. Ero convinta che nessuno potesse capirmi. Nessuno. E, per la prima volta, mi rendevo conto di quanto fossi sola, in realtà. Dopo tanto tempo, alzai la cornetta e ti telefonai. Non so perché lo feci, probabilmente volevo solo sfogarmi con qualcuno di cui avevo la massima fiducia. Tu e il tuo ragazzo mi avete ascoltato, consigliato, sostenuto. Ma, soprattutto, mi avete capito quando ero certa che nessuno avrebbe potuto farlo. Mi avete salvato. Ricordo ancora con piacere la sera in cui venni da te. Non sapevo cosa fare, stavo male e, per non darlo a vedere, ridevo. Eppure, raccontandoti tutto, incrociai il tuo sguardo preoccupato e scoppiai a piangere come una bambina. Tu sapevi come mi sentivo... Te lo ricordi, vero? Erano i primi di ottobre... A fine mese, viaggiammo tutti e tre insieme verso Lucca per la tappa fissa ed immancabile al "Lucca Comics & Games", ma questo solo fino a destinazione e la colpa fu solo mia. Ero troppo presa da nuove persone, ero troppo presa ad inseguire la mia felicità. Dicembre 2007, era di nuovo crisi. Ti chiamai, parlai con te e con il tuo ragazzo. Mi ascoltaste, mi faceste ragionare, mi consolaste. Nonostante tutto ciò, non riuscivo ad uscirne. Mi rendevo conto che non ce la facevo ed avevo paura. Capodanno 2007, grazie a te, rividi persone che conoscevo un pochino e ne incontrai di nuove. Parlando a vicenda dei nostri problemi (soprattutto io, tenendo un bellissimo comizio su quanto sono stupida), ci conoscemmo un po' meglio. Ti rividi a metà gennaio, dove mi sostenesti e mi stetti vicina in un momento molto, ma molto difficile per me. Ormai, avevamo ripreso a sentirci via chat o via sms tutti i giorni. Febbraio, la voglia di riunire il gruppo di Capodanno era troppa, perciò ecco il primo dei nostri viaggi. Stare lontano da casa e, soprattutto, non pensare e divertirmi, mi rendeva felice, mi faceva stare bene. I giorni passarono ed arrivò marzo. Grazie a te, al tuo ragazzo e ad un'altra persona sono riuscita finalmente a voltare pagina. Grazie a te, dopo tanta sofferenza, ne sono uscita. La nostra amicizia è tornata quella di una volta. Sai quando l'ho pensato? Quando ti parlavo e facevo il dolce che avremmo mangiato per il pranzo di Pasqua. E vuoi sapere il perché? Vedi, mi sono accorta che non c'é davvero nessuno che mi capisce come lo fai tu. Dopo dodici anni, ti basta un'occhiata per sapere cosa penso. Con te, non posso fingere e, comunque, mai lo farei. Poi, mi piace quando ridi e piangi assieme a me, ti entusiasmi, mi sostieni, mi apprezzi, mi sproni e credi in ciò che faccio, in ciò che sono. Mi piace la tua energia, la tua forza, la tua allegria, la tua voglia di vivere, il tuo "essere carina", la tua simpatia, la tua inventiva, il tuo altruismo, la tua semplicità. Mi piace quando ti arrabbi quando dico che sono "distorta", perché affermi che non é vero, poiché tu la pensi esattamente come me. Così, quando sto con te, mi sembra di valer davvero qualcosa e mi sento davvero felice, migliore. E vorrei davvero ricambiare in qualche modo tutto ciò che hai fatto e stai facendo per me, anche se credo che mi fisseresti con i tuoi occhi azzurri e mi risponderesti che, ciò che vuoi, é solo la mia amicizia. L'amicizia. A causa di certe persone, non sapevo più che cosa volesse dire e, grazie a te, ho ritrovato il vero significato di questa parola. La vita é davvero bizzarra (quanto, talvolta, bastarda) e, a volte, mi capita di pensare cosa sarebbe accaduto se non avessi scritto al giornale (che conservo ancora con cura) o se non avessi risposto alla tua lettera... A proposito, le ho ancora tutte, sai? Ogni tanto, mi capita di rileggerle... Quanto era bello usare la carta da lettera a fiorellini, le penne colorate e scriverci durante le lezioni di scuola, per poi imbucare la busta già affrancata con il francobollo da 800 lire, subito dopo l'uscita? Magari, la prossima volta che ci vediamo, le potremmo leggere assieme. Ho sempre pensato a quanto sarebbe bello avere "un'amica per la vita" e, adesso, mi rendo conto di essere tra le poche fortunate ad averla (mi chiedo solo se lo merito ad avere accanto a me una persona così straordinaria) e sei tu. Dodici anni di amicizia, non sono pochi (anzi, se solo ci penso mi sembra incredibile che sia passato tutto questo tempo!) e mi auguro che ne seguano altri cento (quindi ti toccherà sopportarmi ancora per molto). Te l'ho detto mille volte o forse più in quelle lunghissime lettere di tanti anni fa, eppure sento di non avertelo mai detto sul serio: ti voglio bene come non ne ho mai voluto a nessuno e, ora che ti ho ritrovato, spero di non perderti più. E, la prossima volta che ci vediamo (ovvero fra poco, pochissimo), ti abbraccerò così forte come non ho fatto mai in questi lunghi dodici anni.

Deejay, ma per davvero!

Qualche settimana fa, in ufficio...

Valeria: "Laura, un tizio ci ha mandato una mail sul myspace delle Girls chiedendoci di animare un pomeriggio alla fiera della musica emergente a Forlì!"
Laura: "Chi noi?!?! Ma dai, ci sta solo prendendo in giro... Oppure si è sbagliato..."
Valeria: "Sì, lo penso anch'io. Figurati se ci vogliono sul serio... "

Le ultime parole famose...

A quanto pare ci hanno volute sul serio, quindi domenica 20 aprile noi Girls don't cry saremo al Village Music, la Fiera della Musica Emergente a Forlì. Ancora non mi sembra vero, ma i volantini che pubblicizzano l'evento, che sono stati distribuiti in tutta la Romagna, recano anche il nostro logo. E' definitivo, noi Girls don't cry condurremo un Radio Show Live. Che roba, eh? Ma ci pensate? Noi e Radio Bruno saremo le uniche radio presenti in fiera! Spero di essere all'altezza della situazione... Ce la metterò tutta!

Kamelot - Ghost Opera Tour

Erano mesi (da gennaio, più o meno) che contavo i giorni in vista di questo concerto. L'Alcatraz era quasi al pieno ed io potrei considerarmi più che soddisfatta, visto che mi trovavo nelle prime file (poi, verso la fine, grazie alle spinte di qualcuno, sono finita in faccia al chitarrista...).
I primi ad entrare in scena sono i Forever Slave. Purtroppo non mi sono piaciuti molto... La voce della cantante quasi non si sentiva e, come se non bastasse, ha tirato un paio di clamorose stecche che mi hanno lasciato un po' perplessa. Assolutamente fantastici, invece, i Firewind. Non conoscevo minimamente questo gruppo, ma mi ha preso di brutto! Il cantante, Apollo Papathanasio, è un pazzo scatenato dotato di una grinta e una capacità di coinvolgimento davvero fuori dal comune. In ogni canzone ci metteva entusiasmo, anima e corpo! Insomma, dopo pochi minuti già l'adoravo, come mi è piaciuto il chitarrista Gus G, semplicemente grandioso! E che dire del batterista Mark Cross che suonava con le bacchette laser?!? Insomma, se non li conoscete, vi consiglio caldamente di ascoltarli, danno troppa carica (infatti mezzo Alcatraz si è messo ad invocarli a gran voce -io compresa-, lasciandoli di stucco! Grandissimi!). Ingresso favoloso per i Kamelot con il violino di Solitaire e la carica travolgente del cantante, Khan. Il suo carisma mi ha completamente ipnotizzata! E che dire del favoloso, nonchè rapidissimo, cambio di abiti (uno più bello dell'altro, a mio parere)?
Forse non si aspettavano così tanto entusiasmo in terra straniera... a volte, sembravano sorpresi dal fatto che il pubblico cantasse tutte le canzoni e li invocasse a gran voce. Ottima la performance solista del batterista (e che batteria, oserei aggiungere!) Casey Grillo. Che altro aggiungere? Davvero un bel concerto, il mio primo concerto. Sono tornata a casa sfinita, sonnolenta, quasi afona (almeno le orecchie non mi ronzavano né fischiavano per nulla), ma con l'adrenalina alle stelle! E non vedo l'ora di andare al prossimo concerto e, una volta lì, dovrò fare il possibile per essere in prima fila...

*Khan incita i fan a battere le mani

GHOST OPERA TOUR - SCALETTA @ ALCATRAZ - MILANO 13/04/2008

01. Solitaire
02. Rule The World
03. When the Lights are Down
04. Descent of the Archangel
05. Center of the Universe
06. Abandoned
07. Nights of Arabic
08. Instrumental
09. The Human Stain
10. The Haunting
11. Eden Echo
12. Keyboard Solo
13. Forever
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14. Ghost Opera
15. Love You to Death
16. Karma
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17. March of Mephisto

* Khan quasi sorride... Che cantante carismatico!

GdC - La coppia che scoppia

Mai, come in questa puntata, la nostra sigla è stata più azzeccata. Si parla di coppie che scoppiano: persone che lasciano, persone che vengono lasciate, persone che soffrono per amore, persone che amano, persone che odiano. Una puntata allegra, insomma. Ammetto di aver scelto io questo tema, forse perché, tutto sommato, mi appartiene. Nonostante il blocco iniziale dovuto ad un improvviso vuoto di memoria, scelgo per gli ascoltatori una canzone che sento particolarmente mia: "Tainted love" dei Soft Cell. Come dice il cantante, non c'è niente che ti possa far soffrire come vedere un amore sgretolarsi senza aver più la possibilità di recuperarlo. E, a quel punto, per quanto sia triste, non hai altra scelta che porvi fine. La trasmissione prosegue e i discorsi di noi Girls sono tutti impuntati sulla domanda: "Due scoppiati possono ritornare assieme?". Matilde e Giorgia rispondono affermativamente, perché le situazioni e le persone cambiano nel tempo. Personalmente sono contraria, in quanto se non ha funzionato la prima volta, non vedo come potrebbe la seconda. Inoltre, come posso fidarmi di una persona che aveva giurato che mai mi avrebbe ferito, quando invece l'ha fatto? Mi sarebbe semplicemente impossibile. O, forse, sono davvero troppo drastica e tutto dipende dalle situazioni e da come ci si è lasciati. Sulle parole della canzone "Quando sarai lontana" di Jovanotti, continuano le nostre riflessioni. "Ma, secondo te, ha senso voler essere pensati così dal proprio ex?" chiedo a Matilde. Mentre le ragazze concordano che sarebbe una bella cosa, io penso che sia inutile e, comunque, difficilmente verrei a saperlo. Si parla di rapporti di amicizia con ex, cosa che non comprendo. A mio parere, non può esistere amicizia laddove c'è stato un qualcosa di più. Credo che il lasciato continuerebbe a coltivare un sentimento di amore misto speranza che non dovrebbe assolutamente esserci, perché questo significherebbe "soffrirci come un cane". Altre riflessioni vengono fatte per "L'ho scritta per te" dei Matrioska, dove il cantante è convinto che la sua amata, prima o poi, tornerà da lui. Sarò cinica ma, uno che la pensa così, è un illuso. Ditemi che senso ha continuare a sperare una cosa del genere! Quando una persona decide di lasciarne un'altra, difficilmente lo fa perché si è svegliata male la mattina. Dietro, ci sono numerose riflessioni e tanta, tantissima sofferenza. E, dopo questa, potete anche darmi dell'insensibile, ma mai potrei comportarmi come la protagonista di "Lovefool" dei Cardigans per due ottimi motivi. Primo: in quanto essere umano ho una dignità (che, fate bene attenzione, non è orgoglio!) e chi me la volesse far calpestare non meriterebbe affatto di essere amato dalla sottoscritta, perché dimostrerebbe di non aver alcun rispetto per me. Secondo: davvero cambierebbe qualcosa se piangessi e supplicassi di essere amata? Dubito che, in questo modo, farei cambiare idea a colui che mi sta lasciando. Anzi, credo che gli renderei le cose molto più difficili e mai vorrei questo. Penso che, in questi casi, sia meglio prenderla di petto e sforzarsi di sorridere anche se, dentro, non si ha più né un cuore, né uno stomaco. In questa puntata, non tralasciamo il gossip e discutiamo sulle ex-coppie famose: da Jennifer Aniston e Brad Pitt ad Arianna e Teseo. Come ogni volta, giunge il momento letterario e, sulle note di Allevi, leggo uno stralcio di "Ex and the city" di Alexandra Heminsley. Dopo tanta serietà, ci vuole un po' di ignoranza, allora introduciamo la canzone d'amore "Zoccola" degli SkaJ, proprio come farebbe il Moro. Quando manca mezz'ora alle 21.00, arriva in studio la Rocksteady Beat Orchestra, che si era persa per Ravenna. Anche la quarta puntata di "Girls don't cry" giunge al termine e, con uno stralcio del film "Come te nessuno mai", salutiamo i nostri ascoltatori. Purtroppo, venerdì non sarò in trasmissione e so già che mi mancherà. Ormai questo secondo lavoro non pagato, come lo chiama una certa persona a cui sono molto legata, mi ha preso di brutto. Recupererò lunedì 14 aprile, con una puntata straordinaria delle Girls Don't Cry che avrà come tema "L'amore". E, sapendo questo, chi mai potrebbe essere l'ospite se non colui che si definisce il "dottore dell'amore"? Ma sì, sto parlando proprio di lui, Titta (detto anche l'uomo strip... spero non si presenti in studio con indosso solo il perizoma...)!

Per sempre

Parlando di amore, mi è capitato di chiedere ad altre ragazze se, per loro, esistono i "per sempre". La maggior parte mi ha risposto che esistono, ma non sono assoluti. Vivendo, si cambia, quindi è impossibile trovare un ragazzo con cui si vorrà stare insieme per sempre. Con questa persona, ci si potrà star bene per un periodo più o meno lungo, ma certamente non per la vita. Allorché ho chiesto loro se credono al filo rosso del destino. Mi hanno risposto che questa persona può essere chiunque e, considerando quanti siamo al mondo, potrebbe essere impossibile trovarla. Senza contare che potrebbe essere appena nata o già morta. Inoltre, qualora la si trovasse, si rimarrebbe costantemente nel dubbio che sia effettivamente quella giusta. In fondo, nessuno potrà mai garantirlo. Su questo non sono d'accordo. Se ami, queste domande, non ti passano per la testa nemmeno per una frazione di secondo. Comunque, nonostante quanto mi é stato detto, non mi scoraggio. Se la pensassi come loro, difficilmente oserei mettermi insieme a qualcuno. Che senso avrebbe cominciare qualcosa sapendo già in partenza che non é destinato a durare? Quindi, credo ancora ai "per sempre", credo ancora al filo rosso del destino, come credo ancora che, da qualche parte, ci sia qualcuno che sta cercando solo me. Tuttavia, spero che mi trovi solo fra un bel po' di tempo. Ora come ora, non sarei in grado di gestire un rapporto di coppia e nemmeno voglio pensare di farlo. Il problema principale sta nel fatto che, al momento, non ho alcuna fiducia negli uomini (o quelli che si fingono tali). Se devo essere sincera, non ho nemmeno molta fiducia in me, almeno in questo senso, perché ho paura di sbagliare ancora. E sono stanca di ferire, di essere ferita, di soffrire e di far soffrire. E non vorrei mai far provare questi sentimenti ad altre persone che non se lo meritano minimamente. Persone la cui unica colpa é l'avermi incontrata. Probabilmente, come dicono alcuni miei cari amici, penso troppo e invece dovrei solo lasciar scorrere il tempo, prendendo gli eventi così come capitano. Oppure, come dico io, dovrei darmi una bella botta in testa (con conseguente trauma cranico e, possibilmente, perdita totale e permanente della memoria) ogni qual volta penso al passato e ai miei errori. Difficilmente smetterò di ragionare in questo modo, a meno che non incontri una persona così straordinaria in grado di cancellarmi questo macigno che porto sul cuore. E, forse, con lui potrei finalmente ricominciare daccapo.

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