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Prof. Satchafunkilus

Forse é un po' tardi per scrivere una recensione sull'ultimo lavoro di Joe Satriani: "Professor Satchafunkilus and the Musterion of Rock". Immagino che il cd, in vendita nei negozi dall'1 aprile (ebbene no, non era uno scherzo), sia già stato acquistato da tutti i fan più accaniti. Quanto a me, stenderei un velo pietoso. Ho saputo della sua esistenza solo casualmente (ovvero ho notato che l'immagine di Satriani nella mia top degli amici di myspace era cambiata) e ben dieci/quindici giorni dopo la sua uscita. Mi sarei ammazzata. Ma torniamo all'album. E' disponibile in due versioni: la normale e la limitata, contenente il making of e 40 minuti di live celebrativo del ventennale dall'uscita di "Surfing With The Alien" (ovviamente, ho acquistato quest'ultima). Il cd musicale contiene dieci tracce:
  • Musterion
  • Overdriver
  • I Just Wanna Rock
  • Professor Satchafunkilus
  • Revelation
  • Come On Baby
  • Out Of The Sunrise
  • Diddle-Y-Do-Dat
  • Asik Vaysel
  • Andalusia

Dopo aver ascoltato attentamente il cd per un mese intero con la media di 4/5 volte al giorno (no, fortunatamente non si é fuso) posso dire che i fan che si aspettavano virtuosismi, suoni ricercati e brani alla "Surfing With The Alien" ne rimarranno leggermente delusi. Per quanto mi riguarda, sono soddisfatta e, a mio parere, é un album che merita davvero. Magistrale é l'alternanza tra il blues, l'esotico-arabeggiante e il funky, per poi arrivare ai toni dolci, caldi e quasi intimi delle tre canzoni centrali (rispettivamente "Revelation", "Come On Baby" e, la mia preferita, "Out Of The Sunrise"). Ma chi, come me, ama il rock e l'hard rock non potrà non rimanere folgorato dal riff di "Overdriver" e il wah-wah scatenato di "I Just Wanna Rock", il singolo di lancio dell'album. A proposito di quest'ultimo brano, vorrei invitare, chi non l'avesse ancora fatto, ad andare a vederne il video su www.satriani.com. Oltre a farvi capire meglio il "making of", vedere il grande Joe Satriani indossare le pantofole di Pluto, suonare la sua Ibanez mentre fa jogging o pedala sulla cyclette ed indossare mille parrucche (una più assurda dell'altra), mi ha fatto cadere dalla sedia dal ridere. Unica punta di stizza é la canzone intitolata, ironicamente, "Ghosts". Solo oggi, ho scoperto di questa traccia disponibile unicamente per chi ha acquistato l'album tramite i-tunes e, arrabbiata -per non dire peggio- come una pantegana (o biscia, se preferite), sono corsa su youtube per ascoltarla. Fortunatamente é acquistabile separatamente, quindi, data la bellezza del brano (che, tra l'altro, mi ha ricordato moltissimo "Crystal Planet") la comprerò. Prima di concludere, vorrei evidenziare una cosa: sul retro copertina, vi é disegnato un venti, probabilmente riferito ai festeggiamenti del ventennale del primo ed indimenticabile album, l'avevate notato? Tirando le somme, con il "Professor Satchafunkilus and the Musterion of Rock", il professor Satcha (come viene amichevolmente chiamato Satriani) non stupisce, ma, senza dubbio, si conferma come una delle più grandi leggende viventi della chitarra. E che altro aggiungere se non "I Just Wanna Rock!"?

Ti fidi di me?

Senza che me ne accorga, il mio pensiero continua a cercare solo te. Tu, che sei così lontano. Tu, che vivi in un'altra città. Tu, che sei così diverso da me. Tu, così strano. Tu, così divertente. Tu, così dolce. E mi chiedo chissà cosa starai facendo, chissà a cosa starai pensando. Chissà se sei triste, chissà se sei preoccupato. Chissà se sei solo, chissà se hai qualcuno accanto. Chissà se stai soffrendo, chissà se stai sorridendo come quella volta, al parco. Chissà se mi pensi anche solo per un attimo.
Quante volte ho posato il mio sguardo su quel maledetto telefono. Quante volte avrei voluto chiamarti anche solo per sentire la tua voce. Quella voce che mi manca così tanto da farmi mancare il respiro. Quella voce che, al solo ricordarla, mi fa guizzar fuori il cuore dal petto dalla felicità. Eppure devo frenarmi, perché sarebbe solo egoistico forzarti a parlare con me. Adesso so che tu ti arrabbierai, però temo che ti stancheresti di me e mai vorrei. Perciò rimango qui ad aspettarti, sperando che tu, un giorno, decida di venire a cercarmi. E' da presuntuosi, lo so, ma vorrei che tu avessi bisogno di me almeno un centesimo di quanto io ne ho di te. E vorrei che tu ti appoggiassi a me come ho sempre fatto io con te. Vorrei che tu ti fidassi di me. Vorrei conoscere le tue angosce e le tue paure, così da poterti consolare. Vorrei sapere i tuoi desideri, i tuoi sogni, le tue aspirazioni ed aiutarti a realizzarli. E, quando sarai triste e piangerai, vorrei asciugare le tue lacrime e farti sorridere. Mentre, quando sarai abbattuto, io ti mostrerò che c'è sempre qualcosa di bello per cui alzarsi la mattina e ringraziare di essere al mondo. Ma, più di ogni altra cosa, vorrei capirti come sai fare tu. A volte, mi fai rabbia, sai (anzi, so che lo sai, te ne sei accorto)? Non hai bisogno nemmeno di guardarmi per sapere ciò che realmente penso. E non ti importa che io neghi o dica il contrario, perché sai di aver ragione. E non é giusto, anche se sono stati proprio quei momenti a farmi capire quanto tu sia straordinario. Non scappare ed aprimi la porta del tuo cuore, affinché io possa conoscerti realmente. Perché, di te, non ho visto che la parte superficiale. Conosco solo la tua maschera. So che la indossi, perché non posso credere nemmeno un po' che tu non sia triste, che tu non stia soffrendo. Quindi vorrei solo che ti sfogassi con me. Non voglio che tu rida, se non sei felice. Non voglio che tu finga che vada tutto bene, se non é così. Non voglio che tu ti condanni come ho fatto io. Abbi fiducia in me e non aver paura di essere ferito, sai che mai lo farei. Quindi, ti prego, vieni a cercarmi e non parlare, non sarà necessario, perchè lo sappiamo entrambi che "le parole sono una fonte di malintesi". Basterà solo stringermi a te, come quella volta. Quell'unica volta dove ti sei aperto dinanzi a me per un solo istante. Quella volta dove ho creduto di averti finalmente afferrato. Ed é stata proprio quella volta, quell'unica volta, a farmi capire quanto sei importante per me.

Welcome home

Ciò che leggerete di seguito, sono parole che mi sono state rivolte qualche giorno fa da un amico. A parer mio, sono bellissime e mi hanno fatto riflettere sul vero significato della parola "Amicizia". Vorrei che ci rifletteste anche voi e, se non chiedo troppo, mi deste la vostra opinione lasciando un commento.

"Parlando con te, ho capito che nessuno, fino ad oggi, ti ha insegnato effettivamente cosa significhi la parola "amicizia". Potrei dilungarmi in papiri sul significato di questa parola, ma non avrebbe alcun senso. L'amicizia é stare bene insieme senza vergognarsi di sé stessi, senza aver paura di parlare di sé o di mostrarsi così come si é. Quando c'é questo equilibrio, allora l'amicizia pulsa viva ed é possibile parlare con una persona senza temere ciò che potrà pensare di te dopo che ti sarai confidata. Così puoi parlare liberamente della tua vita a trecentosessanta gradi. Se c'è amicizia con quella persona, ci stai bene, ti diverti, ma non solo! Ti senti apprezzata per come sei e non per quello che fai o racconti. E qualora ti trovassi in difficoltà, ci sarà lei ad aiutarti. E ti consolerà quando sarai triste, ti consiglierà quando sarai indecisa e, quando ti demoralizzerai, ci sarà sempre lei a spronarti. Se hai tutto questo, allora sei di fronte alla vera amicizia, quel sentimento solido che trascende il tempo e lo spazio..."

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