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Ti fidi di me?

Senza che me ne accorga, il mio pensiero continua a cercare solo te. Tu, che sei così lontano. Tu, che vivi in un'altra città. Tu, che sei così diverso da me. Tu, così strano. Tu, così divertente. Tu, così dolce. E mi chiedo chissà cosa starai facendo, chissà a cosa starai pensando. Chissà se sei triste, chissà se sei preoccupato. Chissà se sei solo, chissà se hai qualcuno accanto. Chissà se stai soffrendo, chissà se stai sorridendo come quella volta, al parco. Chissà se mi pensi anche solo per un attimo.
Quante volte ho posato il mio sguardo su quel maledetto telefono. Quante volte avrei voluto chiamarti anche solo per sentire la tua voce. Quella voce che mi manca così tanto da farmi mancare il respiro. Quella voce che, al solo ricordarla, mi fa guizzar fuori il cuore dal petto dalla felicità. Eppure devo frenarmi, perché sarebbe solo egoistico forzarti a parlare con me. Adesso so che tu ti arrabbierai, però temo che ti stancheresti di me e mai vorrei. Perciò rimango qui ad aspettarti, sperando che tu, un giorno, decida di venire a cercarmi. E' da presuntuosi, lo so, ma vorrei che tu avessi bisogno di me almeno un centesimo di quanto io ne ho di te. E vorrei che tu ti appoggiassi a me come ho sempre fatto io con te. Vorrei che tu ti fidassi di me. Vorrei conoscere le tue angosce e le tue paure, così da poterti consolare. Vorrei sapere i tuoi desideri, i tuoi sogni, le tue aspirazioni ed aiutarti a realizzarli. E, quando sarai triste e piangerai, vorrei asciugare le tue lacrime e farti sorridere. Mentre, quando sarai abbattuto, io ti mostrerò che c'è sempre qualcosa di bello per cui alzarsi la mattina e ringraziare di essere al mondo. Ma, più di ogni altra cosa, vorrei capirti come sai fare tu. A volte, mi fai rabbia, sai (anzi, so che lo sai, te ne sei accorto)? Non hai bisogno nemmeno di guardarmi per sapere ciò che realmente penso. E non ti importa che io neghi o dica il contrario, perché sai di aver ragione. E non é giusto, anche se sono stati proprio quei momenti a farmi capire quanto tu sia straordinario. Non scappare ed aprimi la porta del tuo cuore, affinché io possa conoscerti realmente. Perché, di te, non ho visto che la parte superficiale. Conosco solo la tua maschera. So che la indossi, perché non posso credere nemmeno un po' che tu non sia triste, che tu non stia soffrendo. Quindi vorrei solo che ti sfogassi con me. Non voglio che tu rida, se non sei felice. Non voglio che tu finga che vada tutto bene, se non é così. Non voglio che tu ti condanni come ho fatto io. Abbi fiducia in me e non aver paura di essere ferito, sai che mai lo farei. Quindi, ti prego, vieni a cercarmi e non parlare, non sarà necessario, perchè lo sappiamo entrambi che "le parole sono una fonte di malintesi". Basterà solo stringermi a te, come quella volta. Quell'unica volta dove ti sei aperto dinanzi a me per un solo istante. Quella volta dove ho creduto di averti finalmente afferrato. Ed é stata proprio quella volta, quell'unica volta, a farmi capire quanto sei importante per me.

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