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Salva!

Ricordate la scommessa che avevo fatto in ufficio? Ok, ci tenevo a farvi partecipi di questa cosa: mi sono salvata! Fino a ieri, insieme alla mia collega, ero all'ultimo posto. I miei pronostici - un po' per colpa mia (qualcuno mi spiega cosa stavo pensando quando ho scommesso sulla Grecia?!?! La Grecia, dico!), un po' per sfiga (rimango dell'idea che la Croazia si meritava la qualificazione), un po' perché in questi Europei é accaduto l'impredicibile (la Turchia in semifinale è un qualcosa che devo ancora comprendere) - si sono rivelati quasi completamente errati. Almeno la Germania non mi ha deluso e si è qualificata (anche se, almeno in termini di qualità di gioco, la Turchia è stata superiore), come avevo previsto, in finale. La vittoria di questa squadra mi ha fruttato un botto di punti che mi hanno fatto volare al secondo posto nella classifica dell'ufficio. Niente male, oserei dire. E, stamane, è iniziata la lunga, lunghissima penitenza del perdente (il mio collega)... Penso che inizierò a bere più caffé...

Tears in the rain

E’ inutile che io stia ad aspettare in questo binario, tanto ho perso il treno. Quel treno che aspettavo così tanto. O chissà, forse non è neppure mai passato da queste parti anche se l’ho creduto più di ogni altra cosa. Probabilmente i miei ricordi non sono altro che immagini sbiadite nella memoria e niente altro. Sì, è così. Non sono che fugaci ombre nella fitta pioggia estiva. Sogni nel buio che svaniscono alle prime luci dell’alba. Voltandomi alle spalle, non vedo che parole e gesti che non sono mai stati capiti per il loro vero significato. Canzoni, messaggi, promesse e lettere segrete che non hanno rivestito alcuna importanza. Che senso ha avuto tutto questo? Dentro di me, c’è spazio solo per delusione e amarezza. E anche una punta di rabbia. Cosa volevi da me? Poteva essere una grande amicizia, ma non hai voluto. Con estrema naturalezza, ti sei avvicinato a me, un po’ come se ci fossi sempre stato. Invece, io non volevo avere vicino nessuno, perché il dolore che portavo nel cuore era tale da non farmi pensare ad altro. Tu hai saputo cancellarlo, avvolgendomi con la tua infinita dolcezza. Hai superato quel filo sottile che non volevo che qualcuno oltrepassasse più. E ora non restano che dubbi ed incertezze. Quelle stesse insicurezze che ho imparato ad odiare e che mi hai insegnato a non perdonare. Poteva essere qualunque cosa. Però, come ho imparato, non c’è niente di bello che non abbia fine. E, anche questo, l’ha avuta, ma a causa mia. Tuttavia, non me ne faccio una colpa. Volevo solo definire ciò che non era mai stato definito. Sapevo già che, prima o poi, doveva succedere. Meglio rimorsi che rimpianti. Non sta piovendo. Allora perché mai sento tante piccole gocce accarezzare il mio viso?

Meglio rimorsi o rimpianti?

"Meglio rimorsi o rimpianti?". Oramai, per me, é diventato una specie di ritornello, una sorta di formula magica. Si tratta di una domanda che mi pone assiduamente una mia cara amica ogni qual volta sono indecisa di fare o meno qualcosa. "Meglio rimorsi o rimpianti, Lay?" mi chiede con fare severo. Pronunciando quelle parole, per un breve attimo, i suoi occhi, azzurri come il cielo estivo, paiono diventare di ghiaccio. Così io, senza pensarci su due volte, le rispondo fiera e orgogliosa: "Rimorsi, ovviamente!". In questo modo, mi sprona a fare ciò che va fatto e, per questo, la ringrazio di cuore perché so che, altrimenti, non combinerei nulla. Mi ritengo una persona molto insicura, con poca fiducia in me stessa e nelle mie capacità, ma lei, con questa semplice domanda, riesce ad infondermi coraggio e speranza. E' incredibile come riesca a tirar fuori quella me stessa che ho sempre cercato di essere. Quella che vive perché, forse, non ci sarà un domani. Quella che si gode ogni più piccolo attimo, quando é in compagnia di chi ama davvero. Quella che dice ciò che deve essere detto, perché, tacendo, si perderà comunque. Quella che si esprime liberamente, senza costrizioni di sorta. Quella pazza, esaltata ed indubbiamente felice. Tuttavia non sono ancora riuscita a debellare completamente la paura che ancora aleggia nel mio cuore e limita le mie azioni. Quella paura di ricordare ciò che deve essere dimenticato, la paura che l'odio e la rabbia prendano il sopravvento, la paura di essere sconfitta, la paura di essere ferita, la paura di ferire, la paura di sbagliare, la paura di ingannare, la paura di essere ingannata... Ora lo so che ti arrabbierai, perché devo togliere questi freni inutili ed essere sincera con me stessa. Da troppo tempo so cosa voglio anche se fingo di non saperlo. Allora, questa volta, te lo prometto: quando ci vedremo -se non sarà già troppo tardi- farò ciò che avrei dovuto fare la scorsa volta, senza peccare di insicurezza. Soffrirò? Meglio rimorsi o rimpianti? Ho già fatto la mia scelta...

Semplicemente Satriani

E l'11 giugno 2008 il Live Club di Trezzo sull'Adda (Milano) si é trasformato in una vera e propria scuola di rock. L'insegnante? Il professor Satch, ovviamente. Fino a settembre non avevo la più pallida idea di chi fosse Joe Satriani. Poi mi dicono: "Se ti piace la chitarra elettrica, ascolta questo!" e mi fanno ascoltare uno dei suoi brani più famosi, "Always with me, Always with you". E' stato subito amore. Qualche mese dopo, novembre per la precisione, visitando il suo sito ufficiale (http://www.satriani.com/) scoprii del suo tour europeo e, gasatissima, decisi che, qualunque cosa fosse accaduta, l'11 giugno sarei stata al Live Club di Trezzo sull'Adda. E così é stato. Insomma, diciamo che ho rischiato di perdermelo nonostante avessi acquistato i biglietti a maggio (fortunatamente non ho prestato ascolto ad un mio amico che affermava che "ai concerti di Satriani non ci va nessuno", altrimenti mi sarei ammazzata dato che ha fatto il tutto esaurito). Come si dice, la fortuna é cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Infatti, sfiga ha voluto che la mia amica, per pura e semplice distrazione, sbagliasse autostrada, quindi ci siamo ritrovati imbottigliati nella A14 direzione Ancona dove, per giunta, era appena successo un mega-incidente che coinvolgeva sei mezzi pesanti. Tutto questo alle 17.30 circa (eh sì, lo so che siamo partiti tardi, ma nessuno, eccetto me, poteva prendersi un giorno di ferie). Alle 19.00 eravamo ancora bloccati a Bologna altezza Casalecchio. La prospettiva di perdere il concerto si stava facendo via via più concreta quando, finalmente, hanno sbloccato l'autostrada. Erano le 19.15 e non potevamo farcela perché, ottimisticamente, il tempo stimato per raggiungere Trezzo sull'Adda da Bologna sono 2 ore e mezza. Ore 19.30, finalmente imbocchiamo l'A1. In quel momento preciso, al grido di "Ci perderemo Blaze, ma Satriani MAI!", la mia amica ha incoscientemente premuto a fondo il pedale dell'acceleratore sfiorando la velocità dei 160 km/h. Inutile dire che stavo pregando per evitare tre cose: arrivare a concerto iniziato, non arrivare viva perché l'auto stava producendo rumori e odori ben poco rassicuranti e, infine, prenderci un pacco di multe. Ore 21.10, i nostri eroi (auto compresa) arrivano sani e salvi al Live Club battendo ogni record: Bologna-Milano 1 ora e 20 minuti. Ok, Blaze era andato, ma fortunatamente Satriani no. Ore 21.20 entriamo nel locale. Dire che il Live Club era stracolmo di gente é riduttivo. Ormai, c'erano persone anche aggrappate ai muri. Fortunatamente, il mio amico ha il lampo di genio, prendiamo le scale e saliamo sul soppalco. Non faccio in tempo a raggiungerlo che Joe Satriani fa il suo ingresso sulle note di "I Just Wanna Rock". Corro, mi faccio largo tra la gente e, finalmente, lo vedo! E' lì, sul palco, che imbraccia la sua Ibanez rossa, mentre la platea non vuole altro che suonare il rock con lui! Avevo atteso così tanto quel momento che non mi sembrava vero. Come una pazza esaltata, mi faccio avvolgere dalla sua irrefrenabile musica e saltello a più non posso! Poi, prendo la mia nuova macchina fotografica e scatto 3 giga di foto e filmati. Come dice il mio amico, nemmeno un fotomodello si sarebbe sognato un simile servizio fotografico. Instancabile, il professor Satch prosegue con "Overdriver" e "Satch Boogie" prima di parlare ai suoi fan. La scaletta, che contava più di venti pezzi, é stata più che eccezionale! Mi sono addirittura emozionata quando ha imbracciato la nuova chitarra, la JS Silver Surfer (ma, in generale, mi sono emozionata alla vista di tutte e tre le chitarre)! Straordinaria la prestazione solista del bassista Stu Hamm, che scalda e coinvolge il pubblico. Sorprendente l'ingresso sul palco di Paolo Kessisoglu che, imbracciando una Gibson Les Paul, si é unito al gruppo. Ma la cosa che più mi ha sconvolto è vedere Satriani stesso suonare con la lingua!!! La mia esaltazione raggiunge all'apice con "Surfing with the alien", "Always with me, always with you", "Crowd Chant" e "Summer song". Ore 23.45 circa, si conclude questo straordinario concerto, ma, per me, non é ancora finita. Aspetto che la gente defluisca fuori dal locale e mi fiondo alle transenne. Lì, incrocio un membro della sicurezza e, porgendogli una rosa rossa e una lettera, gli domando se può farle avere a Joe. Fortunatamente (dopo tanta sfiga ci vuole, oserei dire), acconsente e si reca nei camerini. La mia felicità non é più contenibile. Che altro aggiungere se non ringraziare i miei amici e Joe per questo formidabile show? Sì perché, per me, é stato il concerto più atteso, sofferto e bello del chitarrista che adoro di più al mondo.


Scaletta 11/06/2008 Joe Satriani @ Live Club - Trezzo sull'Adda (MI)
01. I Just Wanna Rock
02. Overdriver
03. Satch Boogie
04. Ice 9
05. Diddle-Y-Do-Dat
06. Flying in a Blue Dream
07. Ghosts
08. Revelation
09. Super Colossal
10. One big rush
11. Musterion
12. Out of the Sunrise
13. Time Machine
14. Cool #9
15. Andalusia
16. Stu Hamm bass solo
17. Cryin'
18. The Mystical Potato Head Groove Thing
19. Always with me, Always with you
20. Surfing with the alien
21. Crowd Chant
22. Going Down
23. Summer Song

700 caffé

Non vi preoccupate, non ho nessuna intenzione di parlare di quell'insulsa canzone con cui Britti partecipò a Sanremo, qualche anno fa (e poi era settemila caffé, non settecento). Non voglio nemmeno parlarvi di quanti caffé assumo al giorno (e dire che, prima di iniziare questo lavoro, non ne prendevo nemmeno mezzo), perché so già che riceverei una bella ramanzina da parte di una certa persona che afferma che mi verrà la gastrite (beh, di qualcosa dovrò pur morire, no? L'importante é che non succeda domani). Piuttosto volevo parlarvi di una strana quanto singolare scommessa... Chi mi conosce, sa che il mio posto di lavoro non é proprio normale. Infatti, in occasione degli Europei, il mio capo ha invitato l'intero ufficio (composto da sei persone) a scommettere sull'andamento delle varie partite. Quando si tratta di sfide, non mi tiro mai indietro e di calcio me ne intendo abbastanza, perciò ho accettato di buon grado. Ovviamente, come in ogni scommessa che si rispetti, c'è una posta in gioco, ma se avessi saputo cosa stavo rischiando, avrei giocato con meno leggerezza. Eh sì, perché il perdente (ovvero colui che totalizzerà meno punti in base al malatissimo calcolo inventato appositamente per l'occasione dal mio capo) dovrà fare il caffé a tutti i vincenti per ventisette giorni lavorativi (e niente sconti). Considerando che l'intero ufficio assume dai quattro agli otto caffé al giorno per persona e considerando che siamo in cinque (non sei perché, conoscendo la posta in gioco, uno dei miei capi si é chiamato fuori quindi, non rischiando, non riceverà nulla) possiamo affermare che il perdente arriverà a farne settecento circa (se gli va bene). Vi confesso che l'idea di passare tutto luglio e agosto a scattare alla macchinetta del caffé ogni volta che qualcuno ne sentirà il bisogno, mi terrorizza un pochino. Per ora, sono in testa alla classifica dell'ufficio (tié, alla faccia di chi dice che le donne non capiscono nulla di calcio) e, personalmente, spero di rimanerci. Vi riporto, di seguito, i miei pronostici effettuati mercoledì 4 giugno 2008 sotto tassativo divieto di consulto delle quote SNAI:

GIRONE A:
Portogallo
Repubblica Ceca
GIRONE B:
Germania
Croazia
GIRONE C:
Francia
Italia
GIRONE D:
Grecia
Svezia

QUARTI:
Germania-R.Ceca = Germania
Portogallo-Croazia = Croazia
Italia-Grecia = Italia
Francia-Svezia = Francia

SEMIFINALI
Croazia-Germania = Germania
Italia-Francia = Francia

FINALE
Francia-Germania = Francia

Ok, non sono stata molto patriottica (e, a giudicare dalla partita di ieri sera, direi che ho fatto solo bene), speriamo che l'Italia si riprenda con la partita di venerdì. Potrei fare i settecento caffé più volentieri se l'Italia arrivasse in finale. Quindi, forza azzurri!

My little lovely drug

C'é stato un tempo in cui eri la mia piccola dolce droga. Dipendevo così tanto da te che non c'era giorno in cui non volessi vederti o sentirti. Dipendevo così tanto da te che avevo dimenticato tutto il resto. Tu eri il mio mondo e non mi importava di niente altro. Mi bastava stare con te e perdermi nei tuoi occhi, così scuri e profondi, per essere felice. Mi bastava abbracciarti e tenerti per mano per sentire che non avevo bisogno di niente altro. Mi bastava sedere al tuo fianco, anche in silenzio, perché ciò che mi interessava era ascoltare il battito del tuo cuore: una musica così celestiale che potevo ascoltare solo io. Ero così pateticamente ossessionata da te che avrei fatto di tutto per vederti sorridere. Ora, a distanza di mesi, rido ripensando a quei momenti così dolci e folli. Ora, non sei più la mia piccola dolce droga. Ora, non vivo più nel ricordo. Ora, non mi tormento più nel rimorso degli errori passati. E sono felice pensando che sarai la piccola dolce droga di qualcun altro. E sorrido pensando che troverò un'altra piccola dolce droga, anche se, in fondo al cuore, credo di averla già trovata...

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