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Tears in the rain

E’ inutile che io stia ad aspettare in questo binario, tanto ho perso il treno. Quel treno che aspettavo così tanto. O chissà, forse non è neppure mai passato da queste parti anche se l’ho creduto più di ogni altra cosa. Probabilmente i miei ricordi non sono altro che immagini sbiadite nella memoria e niente altro. Sì, è così. Non sono che fugaci ombre nella fitta pioggia estiva. Sogni nel buio che svaniscono alle prime luci dell’alba. Voltandomi alle spalle, non vedo che parole e gesti che non sono mai stati capiti per il loro vero significato. Canzoni, messaggi, promesse e lettere segrete che non hanno rivestito alcuna importanza. Che senso ha avuto tutto questo? Dentro di me, c’è spazio solo per delusione e amarezza. E anche una punta di rabbia. Cosa volevi da me? Poteva essere una grande amicizia, ma non hai voluto. Con estrema naturalezza, ti sei avvicinato a me, un po’ come se ci fossi sempre stato. Invece, io non volevo avere vicino nessuno, perché il dolore che portavo nel cuore era tale da non farmi pensare ad altro. Tu hai saputo cancellarlo, avvolgendomi con la tua infinita dolcezza. Hai superato quel filo sottile che non volevo che qualcuno oltrepassasse più. E ora non restano che dubbi ed incertezze. Quelle stesse insicurezze che ho imparato ad odiare e che mi hai insegnato a non perdonare. Poteva essere qualunque cosa. Però, come ho imparato, non c’è niente di bello che non abbia fine. E, anche questo, l’ha avuta, ma a causa mia. Tuttavia, non me ne faccio una colpa. Volevo solo definire ciò che non era mai stato definito. Sapevo già che, prima o poi, doveva succedere. Meglio rimorsi che rimpianti. Non sta piovendo. Allora perché mai sento tante piccole gocce accarezzare il mio viso?

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