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Tanti auguri Ombre!

Un anno fa, aprivo questo blog e, oggi, festeggio le 10.000 visite. Un grazie a tutti i fedeli visitatori e a quelli che capitano anche solo per caso nella mia pagina. E grazie anche a chi mi ha consigliato di aprire un blog e scegliere Blogger perché, a suo parere, era più professionale (per poi prendermi in giro per il colore rosa che aveva, almeno inizialmente, questa pagina). Vorrei ringraziare anche i miei capi che, esattamente un anno fa, mi avevano commissionato una guida utente sui blog e io ne approfittai per creare questo. Ah, mi state chiedendo come mai scelsi come nome "Ombre su Greyhawk"? Beh, in effetti non l'ho mai spiegato... "Ombre su Greyhawk" è il primo romanzo fantasy che scrissi e che - ahimé - non sono mai riuscita a concludere per una serie di motivi. Tuttavia, volevo rendergli omaggio perché ho iniziato a scrivere grazie a questa storia... Inizialmente, lo facevo per gioco, poi ho incontrato diverse persone che hanno creduto in ciò che scrivevo, si sono entusiasmate leggendo le mie storie e mi hanno spinto a proseguire per questa strada. Così, da due anni a questa parte, sogno di diventare una scrittrice, un giorno.

Per chi fosse curioso, vi linko il primo capitolo di "Ombre su Greyhawk". Nello stesso sito potete trovare anche il secondo.

Sono stanca del mio cassetto di ricordi che continua a vomitarmi addosso un sacco di cose che vorrei solo dimenticare. E per quanto desideri chiuderlo per sempre, non ci riesco perché non voglio liberarmi di ciò che è stato. Più passa il tempo, più mi chiedo se mai riuscirò ad ignorare quegli attimi, oramai appartenenti ad un passato che non tornerà, che ancora adesso mi fanno dannatamente soffrire... Sono stanca di coricarmi con il cuore appesantito e spalmarmi sul mio letto schiacciata da un macigno di colpe che non riesco a lavar via. Cancellando tutti i messaggi e tagliando tutti i ponti avevo davvero creduto di essermi liberata di ogni cosa, ma è stata solo una brevissima illusione che sto pagando adesso. Giuro che non l'avevo fatto con cattiveria, ma solo per proteggermi, per non odiare e riacquistare lo stato d'equilibrio che avevo perduto. Invece non avevo fatto i conti con me stessa. Quella me stessa che, appena rimango sola, mi rinfaccia tutti gli errori che ho commesso. Quella me stessa che mi fa visita ogni notte e mi tormenta. Quella me stessa che vuole che soffra perché, solo così, posso espiare una parte delle mie colpe. Quella me stessa che non mi abbandonerà mai e continuerà a perseguitarmi, perché non perdona. Allora io vorrei solo addormentarmi e non svegliarmi mai più. E' da un po' che ci penso: dovesse accadere, non avrei particolari rimpianti perché, alla fine, non ho niente in sospeso o che debba assolutamente fare. E sono perfettamente consapevole che, in questo modo, cesserei di esistere, però finirei anche di pensare e tormentarmi, afferrando finalmente la serenità. Quella libertà che tanto desidero perché, ormai, ho raggiunto il limite... Quella libertà che mi farebbe sentire felice e leggera come una bolla di sapone. Odio queste catene che si fanno ogni giorno sempre più pesanti e mi trascinano giù, verso il basso e le tenebre. E io non riesco più a opporre resistenza, non riesco più a fingere che non esistano... Purtroppo, non ho più forza per sopportare...

It's too late to apologize

Grazie ancora a Pre-Testi, stamattina la mia pillola ha fatto il giro di tutti i cellulari degli iscritti al concorso (senza contare che è, ormai da un mese, tra i testi consigliati dal sito). Grazie infinite per averla scelta e grazie infinite a chi mi ha ispirata. Ecco, a questo riguardo vorrei spendere qualche parola. Non so se questa persona leggerà il mio blog e, anche leggendo, non è affatto detto che capirà (tuttavia non posso fare a meno di pensare che ci riuscirà, perché ho già pronunciato questa frase in sua presenza, anche se è stato molto indirettamente). Mi sarebbe piaciuto dirglielo di persona ma sono ben consapevole che, quel momento, è passato e di certo non tornerà. Ciò che vorrei ora più di ogni altra cosa è chiederle scusa. Anche se so che non serve a niente, perché la ferita che le ho fatto è stata così tremenda da non poter meritare alcun perdono. Mi spiace averla fatta soffrire, mi spiace averla fatta piangere e, soprattutto, mi spiace averla abbandonata quando avevo promesso che mai l'avrei fatto. Mi spiace così tanto che non c'è giorno che non pensi a lei e non mi chieda cosa sarebbe successo se fossi stata forte e avessi fatto un'altra scelta: quella di starle accanto, nonostante tutto. Invece ho peccato di egoismo, lo ammetto (alla fine, in fondo, quale uomo non lo è?). Ho anteposto i miei sentimenti ai suoi, creando così un muro di incomprensioni che ha distrutto tutto. Allora non mi rimane che restare qui, a testa bassa e occhi puntati verso terra, a mormorare "mi dispiace" all'infinito pur sapendo che lei non mi udirà, perché è troppo tardi per chiedere scusa... troppo tardi...

Scommettiamo?

Che lavoro in un ufficio ben strambo, lo sapevo già. Infatti, dovete sapere che i miei capi adorano le scommesse. Qualunque occasione è buona per farlo: mondiali, europei, olimpiadi, eccetera. Ma che arrivassero a scommettere sulla mia situazione sentimentale da qui ad un mese non me lo sarei mai aspettato... Il tutto è nato da un discorso fatto nella pausa pranzo, dove ho esternato la mia totale scetticità e mancanza di fiducia nei confronti degli uomini. E lo so che, così dicendo, passo solo per l'acida single di turno, ma sottolinerei il fatto che non è colpa mia se sono diventata così. Come dice la mia collega, a furia di prendere pali nei denti, poi ci si stanca e io non potrei essere più che d'accordo. Ovviamente, i miei capi sono convinti del contrario: l'amore arriva per tutti, bla bla e solite frasi fatte. Così è scattata la scommessa, con tanto di mail pseudo-seria che mi è appena giunta e che vi riporto di seguito:

"Scommessa secca! Si indica una preferenza per la domanda. La risposta corretta premia un mese senza fare il caffè, sarà possibile delegarlo ad uno dei soggetti che non ha indovinato.

La scadenza è prevista per il 20 ottobre 2008.

Laura trova un tipo entro...

1) 1 settimana
2) 2 settimane
3) alla scadenza
4) oltre la scadenza (forse)"

Se devo essere sincera, sarei per l'opzione 4. E non guardatemi così, sono realista, non pessimista... Scommettiamo?

Un cassetto vuoto

Qualche giorno fa, mi è capitato di intervistare CapaRezza per il programma radio di cui faccio parte. Alla domanda: "Come vivi la celebrità?" mi ha risposto in un modo che non mi sarei mai aspettata. Mi ha detto che, diventando un cantante di successo, ha realizzato un sogno, però il problema è che, ora, il suo cassetto è vuoto. Queste parole mi hanno dato un senso di tristezza infinita. Come dice un mio amico, dovrebbe essere contento e godersi quella felicità che ha sempre desiderato e che ora ha tra le mani. Eppure io, mettendomi nei suoi panni, non la vedo così. Ammettiamo che, per un motivo assurdo, riesca davvero a pubblicare il libro a cui sto lavorando e mi affermi come scrittrice. Ok, avrei realizzato il sogno che inseguo disperatamente da anni e, certamente, ne sarei felice -d'altronde come potrei non esserlo?-. Tuttavia, il fatto che l'abbia afferrato non ne farebbe più un sogno, ma la realtà e, come tale, perderebbe tutta la sua fulgida lucentezza. In parole povere, diventerebbe normalità e io non avrei più niente da realizzare. Vedete, il fatto di non avere più un obiettivo da inseguire mi farebbe sentire tremendamente "vuota" e inutile. Un po' come se la mia vita non avesse più senso. "E adesso?" mi verrebbe da esclamare. "E adesso devo trovare qualcosa di nuovo da inseguire" mi risponderei. Tutto questo perché credo che l'uomo si nutra di sogni. E quando questi si trasformano in realtà, ne deve trovare nuovi per avere stimoli e sentirsi vivo. O, forse, siamo semplicemente creature incontentabili, come è profondamente vero che siamo perennemente tristi. Ci avete mai pensato? Anche la persona più felice di questa Terra ha un motivo (anche stupido) per essere triste. Nessun essere umano potrà mai raggiungere la piena felicità perché, anche quando l'avrà raggiunta, ne desidererà ancora di più, invece di accontentarsi di quella che ha già. E per questo motivo si sentirà triste. Se mai realizzerò il mio sogno (cosa altamente improbabile) o riacquisterò la mia serenità, fatemi leggere questo mio post. E nel caso mi senta infelice, datemi uno schiaffo da parte mia facendomi notare la felicità che stringo nella mano e che la me stessa di adesso non ha.

Voglio innamorarmi!

Voglio innamorarmi! E' da un po' che lo penso. Credo di aver bisogno di essere felice e provare quella sensazione di "cammino-sulle-nuvole-se-solo-ti-penso-e-non-mi-importa-di-nessun-altro-se-non-te". Ho una voglia matta di fare tutte quelle cose altamente stupide che si fanno quando si è -come dico io- partiti per la tangente senza via di ritorno e non si vuole essere assolutamente recuperati. Ecco, mi voglio semplicemente sentire così, in completa balìa dei sentimenti, perché è una sensazione stupenda. Il problema è che non c'é veramente nessuno che mi faccia provare tutto ciò. Da qualche mese a questa parte, ho perso totalmente fiducia verso il genere maschile: o sono stupidi bambini egoisti o eternamente indecisi o così superficiali da cercare una storia che duri al massimo una notte. E non è questo ciò che voglio. La mia paura più grande è scoprire che non esiste ciò che sto tanto cercando. Però, stavolta, piuttosto che accontentarmi di una persona qualunque pur di non restare sola, è giusto che prenda coraggio e scelga la solitudine. In fondo, stare con se stessi non è poi così male, almeno puoi fare tutto ciò che vuoi senza dover chiedere niente a nessuno. Tuttavia, penso anche che stare con la persona giusta e condividere con lei attimi preziosi e unici sia ancora più bello. Allora non posso fare a meno di invidiare tutte le coppiette felici che mi circondano e sperare di poter afferrare anch'io quella felicità, un giorno.

Felicità in sms

Grazie a Pre-Testi, stamattina la mia chicca ha fatto il giro di tutti i cellulari degli iscritti al concorso. Grazie infinite per averla scelta.

Un sogno triste

La scorsa notte ho fatto un sogno strano, eppure così reale e triste che, al mio risveglio, avevo gli occhi lucidi e il cuscino umido di lacrime. Non credo che ti racconterò mai ciò che ho "vissuto" - anche se, forse, dovrei - perché so che il solo parlarne riaprirebbe vecchie ferite che non si sono ancora rimarginate. E sono sicura che mai lo faranno. Solo tu sai cosa hai provato e io rimpiango ancora di non esserti stata accanto. In fondo, non credo che me lo perdonerò mai. A ogni modo, esaudirò la richiesta di quel sogno che, tutto sommato, non posso considerare falso o, più semplicemente, "un caso". Una preghiera così dolce e premurosa che, il solo pensiero, mi commuove. So che l'avrei fatto comunque ma, dopo quelle parole, presterò molta più attenzione...

Autostima

Non sono mai soddisfatta di ciò che faccio. Ad essere sincera, non sono nemmeno soddisfatta di me stessa. Praticamente, sono quasi totalmente sprovvista di autostima (e questo i miei amici lo sanno bene). Eppure oggi, ritornando su RaccontiOltre, ho scoperto che, forse, non tutto ciò che scrivo è da buttare. Ad esempio, pare che "Rabbia", la mia favola, sia piaciuta davvero. E non c'è niente che mi renda più felice di questo. Cosa altro potrei desiderare?

Affrontando le mie paure...

Oggi vi lascio una citazione tratta dal libro "Dune" di Frank Herbert. Rifletteteci sopra e fatemi sapere le vostre conclusioni, poi vi dirò io le mie.

"Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò."

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