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AlleviLive

Nonostante avessi già avuto modo di sentire questo straordinario musicista e compositore neanche un mesetto fa, il mio amore verso la sua strega capricciosa mi ha portato ugualmente a Pisa il 25 luglio 2009... E' stato deciso molto in fretta (infatti è stato un miracolo trovare i biglietti) e, ovviamente, ho coinvolto due dei miei più cari amici (ormai miei compagni di concerti). Il concerto è stato grandioso. A mio parere, la musica di Allevi riesce a esprimere appieno i sentimenti umani e questo è a dir poco stupendo. E' incredibile come le note, così dolci da far male, mi arrivino direttamente dentro al cuore. Per esempio, in "Notte ad Harlem", "Come sei veramente" e "Prendimi" provo quelle sensazioni così tipiche di chi è innamorato (come dolci carezze al viso, aggrovigliamenti di stomaco e stilettate roventi al cuore) da lasciarmi a bocca aperta. E, felice, mi abbandono inebriata da queste sensazioni che, seppur dolorose, trovo bellissime. Commuovendomi, non posso far a meno di ringraziare il maestro Allevi.

AlleviLive setlist @Pisa - Piazza dei Cavalieri
1. Japan
2. Sogno di Bach
3. Il nuotatore
4. Scherzo n.1
5. Luna
6. Monolocale 7.30
7. Go with the flow
8. Qui danza
9. Notte ad Harlem
10. Panic
11. Downtown
12. L'orologio degli Dei
13. Back to life
14. Jazzmatic
15. Il bacio
16. Piano karate
17. Come sei veramente
18. Aria
19. Prendimi

If I could fly

Non so perché, ma stamattina mi sono svegliata con una vocetta che mi canticchiava in testa "If I could fly" di Joe Satriani. Allora ecco che vi posto questo brano ispirato all'omonimo pezzo...

Se potessi volare, vorrei farlo solo con te.

Quella mattina si era svegliata con questo piccolo pensiero che le svolazzava per la mente come un uccellino impazzito.

Se solo potessi volare...

Erano anni che lo attendeva sperando che, un giorno, si accorgesse di lei.

Guardami...

E odiava se stessa e il suo cuore che sussultava per tutto ciò che lo riguardava.

Povero sciocco! Non ricordi più quanto hai sofferto?

Eppure, per quanto impossibile fosse, più trascorreva del tempo con lui, più voleva stargli accanto.

Non possiamo rimanere così per sempre?

Non riusciva a resistergli perché tutto di lui l'attraeva: la sua voce - le piaceva incredibilmente il modo in cui pronunciava il suo nome... così dolce che, al confronto, una caramella risultava amara - il suo modo d'essere, di pensare così lontano eppur vicino al suo e, infine, i suoi occhi. Quello sguardo furbo e sincero che schermava ogni suo pensiero più intimo.

Cosa darei per sapere cosa ti passa per la testa in questo momento...

Rabbia e frustazione lambivano come fiamme il suo corpo nel non comprendere, dalle sue parole e gesti, ciò che rappresentava per lui.

Stupida, stupida ragazza innamorata!

Scegliendo il silenzio, un inferno di lacrime e tormento la attendeva. E' vero che la strada più facile è quella più dolorosa e, forse, questa era davvero codardia, ma chi avrebbe mai potuto biasimarla? Al suo posto, chi avrebbe mai rischiato di perdere ciò che, faticosamente, aveva riottenuto? Al mondo esistevano numerose forme di amore e, il suo, non era fatto per essere corrisposto. E, in fondo al cuore, anche lei sapeva che era meglio così. Amando si diventa possessivi, egoisti e lei non voleva tramutarsi in un mostro del genere. Poi, non appena riusciva a rimettere i piedi per terra, si accorgeva che, per com'era, non l'avrebbe mai reso felice. Allora, le bastava poter amarlo senza chiedere nulla in cambio, temendo l'arrivo di un giorno che lui l'assicurava non sarebbe mai arrivato. Ma lei sapeva che, prima o poi, sarebbe giunto. Accadeva a tutti.

Che farò? Reagirò? Morirò?

Inconsapevole e sorridente, lui avrebbe spiccato il volo facendole del male. E lei sarebbe rimasta a terra, guardandolo diventare un minuscolo puntino luminoso nel freddo e tetro buio della notte. Immaginando questo, le poche volte in cui avrebbe voluto smettere di pensarlo e rinchiuderlo a chiave in uno dei cassetti del suo cuore, si attaccava ancora più saldamente a quest'inutile sentimento.

Nei miei occhi e nel mio cuore non esisti altro che tu... Prendimi la mano e, insieme, potremmo provare a volare. So che sarà tutt'altro che facile, ma sarebbe bello anche solo poter provare... Sono sicura che sarebbe una sensazione stupenda, non credi?

Queste parole erano il suo regalo per lui. Un regalo che non avrebbe mai ricevuto perché era certa che gli avrebbe fatto solo del male. Allora, pur sapendo che non l'avrebbe mai raggiunta, non le rimaneva che aspettare e l'avrebbe fatto sino alla fine della sua vita.

Se non posso con te, allora non voglio volare...



Chickenfoot!

03/07/2009, una data che non scorderò mai. Era da marzo che sapevo di quest'evento e da maggio che ne avevo i biglietti. Insomma, era ovvio che non vedevo l'ora di andare al Pistoia Blues! Vista la mia impazienza, mi sono recata là alle 15.00, così mi sono vista pure tutte le prove! Il concerto ha avuto inizio alle 19.00 in punto (dove mi sono aggrappata alla transenna e più staccata) con i Radio Hell, i vincitori dell'Obiettivo Bluesin. Secondo a esibirsi è stato Lorenzo Del Pero, un chitarrista italiano che non conoscevo e che ho avuto modo di apprezzare. Poi è toccato ai grandiosi Guthrie Govan e Dave Kilminster che hanno suonato, per la mia gioia, "Seven", "Erotic Cakes" e "Wonderful Slippery Thing".
Successivamente è stata la volta di Kaki King che ci ha allietato con i suoi ritmi elettronici-psichedelici. Bellissimo il momento in cui Kaki, sdraiandosi, continua a suonare e, giunta al termine dell'esecuzione, getta la chitarra a terra come i veri rocker.
Altra sorpresa della serata è Alvin Youngblood Hart, un chitarrista blues davvero fenomenale. Un po' di noia arriva con Jon Spencer e la Heavy Trash. Musicisti bravissimi che hanno suonato mettendoci anima e anche di più, ma il rockabilly a lungo andare stanca. Nonostante alcuni brani carini e orecchiabili (come "Bumblebee", una chicca), la folla rumoreggia e chiama a gran voce gli headliner della serata! E dopo una lunghissima attesa dove i tecnici provvedono a preparare strumenti, palco e amplificatori grandi come armadi, ecco che fanno il loro ingresso loro, i mitici Chickenfoot!
La mia esaltazione non è misurabile e quando Joe arriva sul palco imbracciando la nuova JS griffata con il logo dei Chickenfoot, impazzisco. Arrivo persino ad odiare i fotografi che, come avvoltoi, si accalcano davanti a Joe per accaparrarsi una degna foto (meno male che, al termine della seconda canzone, sono stati cacciati via o non avrei risposto delle mie azioni). Il gruppo mostra carica, carisma e voglia di divertirsi e divertire. Vengono proposte le canzoni dell'album più una cover dei Montrose, la vecchia e fortunata band di Hagar. Se alla prima canzone, ho temuto per la voce di Sammy Hagar, poi ho dovuto ricredermi! Nonostante i sessantadue anni, spacca ancora di brutto! E che dire di Chad? Nonostante l'infortunio al braccio che l'ha costretto ad annullare il concerto di qualche giorno prima, ha picchiato come un fabbro! Grandioso Michael che rispolvera il basso a forma di bottiglia di Jack Daniels! Unico difetto dello show è la durata, a mezzanotte e mezza (come imposto dall'organizzazione) e dopo soli nove brani, la band ci saluta e poco contano i disperati gridi (miei in primis) dei fans. L'unica speranza è che tornino presto in Italia...
Vi lascio con un video-chicca dove Sammy si chiede perché Joe è stra-acclamato dalla folla... ;)

Chickenfoot Setlist @ Pistoia Blues 03/07/2009
01. Avenida Revolution
02. Soap On A Rope
03. Sexy Little Thing
04. Oh Yeah
05. Get It Up
06. Down The Drain
07. Turnin' Left
08. Future In The Past
09. Bad Motor Scooter (cover Montrose)

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