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Buon Compleanno!

Negli ultimi giorni ammetto di aver vissuto quest'attesa con un lieve terrore - Dio mio! Quest'anno sono venticinque. Un quarto di secolo. Un terzo di vita -. E ora che le ultime ore da ventiquattrenne mi stanno scorrendo via come sabbia tra le mani (che più cerco di trattenere e meno riesco), mi ritrovo a pensare a quest'anno. Se da una parte mi è sembrato così breve che vorrei urlare al Tempo tiranno di smetterla e di fermarsi, dall'altra sono successe talmente tante cose da durare un'eternità. E cos'é cambiato in quest'anno? Fondamentalmente niente. Ho riletto il post dell'anno scorso e mi ci ritrovo ancora perfettamente. Ho passato gli ultimi giorni a spremermi le meningi per stilare una wishlist per mia sorella. Ne è uscita fuori una cosa così corta che mi è venuto da ridere. Anche il contenuto faceva ridere, perché - tralasciando due dvd musicali e un nuovo paio di All Star - stavo chiedendo solo libri. Come se non ne avessi, in casa, di libri! Ho una pila di cose da leggere che potrei stare senza acquistare nulla per almeno tre anni. Con questo non voglio dire che non leggo, anzi, ma compro almeno un libro al mese e ne impiego mediamente due per finirne uno. Così non ho potuto fare a meno di pensare che non c'é niente che io voglia sul serio. E se una parte di me ne è felice, l'altra teme che questo scarso interesse verso ogni cosa mi possa trascinare in uno stato di insoddisfazione perenne. Questo perché, a differenza dello scorso anno, ho capito che c'è ancora qualcosa di estremamente importante che devo riuscire a ottenere prima di poter dire di essere completamente felice. Il problema è che devo farlo da sola e, il fatto che possa fallire, mi rende ansiosa. Ed è questo il motivo per cui tutto il resto passa in secondo piano. Devo prima riuscire ad avere ciò che veramente voglio, prima di poter iniziare a desiderare sinceramente qualcos'altro. E questo è il dono che la me ventiquattrenne, morendo, lascia alla neonata venticinquenne: una partenza e un augurio. Ora tocca a lei lottare, ma non sono preoccupata. Visto l'impegno, sono certa che se la caverà benissimo. Buon Compleanno!

Alzate la musica. Di più. Ancora. Sommergetemi di lavoro da sbrigare, datemi carta e penna cosicché io possa scrivere, lasciatemi sfogare sulle corde della mia chitarra. Voglio annegare in questo mare di cose, sfiancarmi, affinché non abbia più tempo per pensare. Affinché non riesca più a udire il fastidioso cicaleccio di voci contradditorie che mi ronzano in testa. Affinché smetta di pormi domande che tanto somigliano a quelle di un bambino nella fase più acuta dei 'perché'. Affinché non rimpianga più egoistamente quel che, di tanto caro, ho perso. Affinché il mio braccio, vinto dalle tue ingannevoli parole, non decida di gettar via il già tremolante scudo che mi protegge. Affinché non sia tentata di lasciarmi cullare nuovamente dalle tue braccia, dolci come il profumo di una rosa, ma non meno dolorose delle sue spine. Voglio fare una risma di falsi ricordi e parole per poi dimenticarli, come se niente fosse mai accaduto o esistito. Ma non stasera. Forse mi farò solo del male, ma stasera voglio rivedere tutto per l'ultima volta. Riavvolgi tutto e play, come se si trattasse di una vecchia videocassetta dal nastro un po' consunto di un film da quattro soldi. Sulle note di una melodia così melensa da far star male, ti penso e, mentre scrivo davanti al computer, non riesco a trattenere qualche singhiozzo. C'é chi dice che poi si sta meglio. Intanto, sulle gambe ho una vaschetta di gelato - di quelle gigantesche da mezzo chilo -, in mano un cucchiaio e me ne frego altamente del fatto che ingrasserò. Ai sensi di colpa penserò domani.

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