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Last Christmas

Quella sera il cielo era così nitido e le stelle così brillanti che credetti di poterne afferrare una se solo avessi allungato la mano. "Buon Natale", gli dissi abbracciandolo prima di varcare l'androne del palazzo semi deserto. Una debole luce giallognola illuminava parzialmente il corridoio facendo risaltare il muro latte e menta e le piastrelle beige a fiori verdi. Mi mette sempre inquietudine quel corridoio, sembra che Jack Torrance debba uscire fuori da un momento all'altro, brandendo la sua fida ascia. Ma non quella sera. Ridevamo sottovoce mentre, in punta dei piedi, attraversavamo il corridoio. Aprimmo la porta e un'ondata di cioccolato misto cipolle ci schiaffeggiò il naso. Come un bimbo, si lamentò sulla mia mania di strafare, in fondo sapevo che quella notte avremmo dovuto dormire in cucina. Ci addormentammo stretti, stretti su quel divano letto da una piazza e mezzo, il mio viso premuto contro il suo caldissimo petto, il naso che veniva solleticato dal suo dolcissimo profumo. La mattina mi ritrovai bambina, mentre lo svegliavo sussurrandogli "E' Natale!", mentre stringevo dietro la schiena il regalo solo per lui. Sono felice. Il Natale ha ritrovato la sua magia.

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