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La luce che credevo calda ed accogliente ha svelato l'inganno, poiché non è che un'altra luce uguale ad altre mille luci che avevo già visto. Nel buio, scende una pioggia invisibile; mi disorienta.
Mi sento schiacciare dal peso di un cuore che non c'è più; strappato, usato, calpestato e, infine, accartocciato come un pezzo di carta accanto a un cestino. Sono vuota. Vuota come una bottiglia dimenticata su un tavolo di una cucina.
Nel mio ventre, un male indesiderato si muove e cresce nutrendosi delle mie viscere. Presto, partorirò un gomitolo di parole inudibile nel rumore del silenzio.

2 commenti:

19 aprile 2012 17:28  

Ma..torni così? Con questa rabbia?

19 aprile 2012 21:23  

Avevo bisogno di sfogarmi un po'... Ora, per fortuna, è passata. :)

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